Nel secondo trimestre, la ripresa dell’economia svizzera ha guadagnato notevolmente slancio. Secondo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), il prodotto interno lordo è cresciuto dell’1,9%, segnando l’incremento più elevato dal 2021. Il contributo maggiore alla crescita è giunto dall’industria farmaceutica, ma anche molti altri settori sono riusciti a guadagnare terreno. I più recenti sondaggi aziendali suggeriscono inoltre che l’economia potrebbe continuare a crescere anche nel terzo trimestre. Al contempo l’inflazione è salita dallo 0,4% allo 0,8%, rialzo alimentato non solo dal rincaro di carburante e olio combustibile, ma anche dall’indebolimento del franco che rende le importazioni più costose. Tuttavia, poiché la pressione sui prezzi interni si mantiene ridotta, si esclude per il momento la necessità di un intervento da parte della Banca nazionale svizzera (BNS).
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Economia: la congiuntura mondiale rimane stabile nonostante le difficoltà
Nonostante il contesto difficile, la congiuntura mondiale continua a mostrarsi stabile. Sebbene la crescita negli Stati Uniti si sia notevolmente indebolita, gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale scongiurano per il momento un crollo più drastico. In Europa, intanto, la ripresa prosegue. Soprattutto la Gran Bretagna e la Svizzera sono tornate a crescere in maniera sensibile. Determinante per l’evoluzione futura della congiuntura potrebbe essere un’eventuale ulteriore diffusione dell’inflazione. In tal caso, le banche centrali potrebbero trovarsi costrette ad aumentare ulteriormente i tassi d’interesse, frenando di conseguenza lo sviluppo economico.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
L’economia statunitense continua a crescere a un ritmo nettamente più contenuto rispetto agli anni precedenti. A frenare la congiuntura è soprattutto la debolezza dei consumi, penalizzati dall’inflazione elevata che grava sul potere d’acquisto delle economie domestiche. Anche l’edilizia risente dei tassi d’interesse elevati. A scongiurare una contrazione più marcata intervengono invece i cospicui investimenti aziendali, sostenuti in particolare dall’ampliamento dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Questa capacità di resistenza emerge anche dal mercato del lavoro, tornato recentemente più solido. Al contempo, essa rende più difficile un rallentamento duraturo dell’inflazione che, attestandosi attualmente al 3,4%, resta decisamente troppo elevata. La Federal Reserve (Fed) ha quindi deciso di aumentare i tassi di interesse.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
Nella zona euro prosegue la fase di ripresa. Negli ultimi mesi, il clima di fiducia delle imprese è migliorato costantemente e le aziende si mostrano decisamente più ottimiste rispetto alla primavera. A sostenere la ripresa è anche il commercio estero, il cui volume delle esportazioni è recentemente tornato a crescere. Continuano invece a fare da freno i consumi, che a causa dell’aumento dei prezzi del carburante hanno nuovamente perso vigore. L’incremento dei prezzi dell’energia ha fatto salire anche il tasso d’inflazione al 3,2%, ma finora l’aumento dei prezzi non si è esteso in modo generalizzato ad altri beni e servizi. Ciononostante, in occasione della valutazione della situazione di settembre, la Banca centrale europea (BCE) ha deciso di aumentare il tasso d’interesse guida.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
Nei grandi Paesi emergenti continua a delinearsi un quadro congiunturale disomogeneo. Le economie asiatiche si stanno mostrando sorprendentemente solide, nonostante siano particolarmente colpite dalle conseguenze economiche della guerra in Iran. Taiwan e la Corea del Sud beneficiano dell’elevata domanda di semiconduttori e intelligenza artificiale. Anche l’India, con una crescita economica di quasi l’8%, resta un importante motore di crescita dell’economia mondiale. Meno positivo è invece l’andamento in Brasile, dove gli interessi elevati frenano sempre di più i consumi e la crescita. Anche in Cina i dati economici continuano a mostrarsi deludenti: la domanda interna rimane debole, non si intravede all’orizzonte alcuna ripresa economica e il Paese persiste in una fase di recessione.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
Dati congiunturali globali
| Indicatori | Svizzera | USA | Zona euro | GB | Giappone | India | Brasile | Cina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Indicatori PIL A/A 2026T2 |
Svizzera 2,8% |
USA 2,1% |
Zona euro 1,2% |
GB 1,2% |
Giappone 0,9% |
India 7,8% |
Brasile 2,0% |
Cina 4,3% |
| Indicatori PIL A/A 2026T1 |
Svizzera 0,6% |
USA 2,7% |
Zona euro 0,6% |
GB 0,9% |
Giappone 0,6% |
India 7,8% |
Brasile 1,8% |
Cina 5,0% |
| Indicatori Clima congiunturale |
Svizzera – |
USA = |
Zona euro = |
GB = |
Giappone + |
India = |
Brasile – |
Cina + |
| Indicatori Crescita tendenziale |
Svizzera 1,2% |
USA 1,7% |
Zona euro 0,8% |
GB 1,8% |
Giappone 1,1% |
India 5,4% |
Brasile 2,1% |
Cina 3,6% |
| Indicatori Inflazione |
Svizzera 0,8% |
USA 3,4% |
Zona euro 3,2% |
GB 3,1% |
Giappone 1,9% |
India 4,8% |
Brasile 4,4% |
Cina 0,8% |
| Indicatori Tassi d’interesse guida |
Svizzera 0,0% |
USA 4,0% |
Zona euro 2,65% |
GB 3,75% |
Giappone 1,00% |
India 5,25% |
Brasile 13,75% |
Cina 3,0% |
Fonte: Bloomberg