Economia: i timori legati all’inflazione tornano in primo piano

L’economia mondiale si conferma solida. La ripresa prosegue in numerosi Paesi europei. Anche i dati più recenti provenienti dagli Stati Uniti hanno sorpreso in positivo, ridimensionando in parte il sensibile rallentamento della crescita registrato nel primo semestre. Con la congiuntura stabile, tuttavia, le preoccupazioni legate all’inflazione tornano in primo piano. Più a lungo persistono le difficoltà nell’approvvigionamento di petrolio, maggiore è la probabilità che l’aumento dei costi energetici e di trasporto si ripercuota sui prezzi di altri beni e servizi. Di conseguenza, la pressione sulle banche centrali continua a crescere, soprattutto in Giappone e nella zona euro.

Dopo un primo semestre solido, l’economia svizzera ha recentemente perso un po’ di slancio. Soprattutto l’elevato volume delle esportazioni registrato nei mesi estivi si è riassestato su livelli normali. Nel complesso, tuttavia, lo sviluppo rimane positivo. Sia le imprese industriali che quelle dei servizi si aspettano per i prossimi mesi un incremento dell’attività commerciale, come conferma anche il buon andamento degli ordinativi. Inoltre, i consumi della popolazione svizzera restano stabili. A ciò dovrebbe contribuire il fatto che, sebbene i prezzi dell’energia e del carburante siano aumentati sensibilmente anche in Svizzera, l’inflazione rimane contenuta all’1,0 % e finora non si è estesa al resto dell’economia. La Banca nazionale svizzera (BNS) non è quindi costretta a contrastare l’inflazione aumentando i tassi d’interesse. Nei prossimi mesi, tuttavia, dovrebbe sfruttare questo contesto favorevole per abbandonare i tassi zero e normalizzare leggermente la sua politica monetaria.

Crescita, congiuntura e tendenza

In percentuale

Il grafico mostra la crescita annua effettiva del prodotto interno lordo (PIL) svizzero dal 1995, la relativa tendenza a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. L’indicatore anticipatore segnala che negli ultimi tempi la dinamica di crescita ha rallentato leggermente, ma rimane comunque superiore alla media.
Fonte: Bloomberg

A seguito di importanti revisioni dei dati, il rallentamento della crescita registrato negli ultimi trimestri risulta ridimensionato. Nel primo semestre l’economia statunitense non è cresciuta nettamente al di sotto del suo trend di lungo periodo, ma approssimativamente in linea con esso. Coerentemente con questo quadro, il sentiment delle aziende si mantiene positivo. A causa dell’elevata inflazione al 3,7 %, tuttavia, le spese delle economie domestiche crescono più dei loro redditi, il che si riflette in una quota di risparmio ai minimi storici. Nel settore dell’edilizia, inoltre, si prevede un ulteriore calo a causa dell’aumento dei tassi ipotecari. Con l’ultimo aumento dei tassi della banca centrale americana (Fed), il divario tra il tasso d’interesse guida e il tasso d’inflazione si è ulteriormente ampliato. Anche se non si escludono ulteriori interventi sui tassi, la pressione ad agire risulta inferiore rispetto a quella che grava su altre banche centrali.

Crescita, congiuntura e tendenza

In percentuale

La figura mostra la crescita del PIL reale negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni ’90, la relativa tendenza a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. L’indicatore anticipatore segnala che il ritmo di crescita economica degli Stati Uniti è sostanzialmente in linea con il trend di lungo periodo.
Fonte: Bloomberg

La ripresa nella zona euro procede a piccoli passi. È incoraggiante constatare che, dopo il sensibile calo della scorsa primavera, le imprese del settore dei servizi tornano a guardare al futuro con maggiore fiducia. Gli impulsi alla crescita restano tuttavia fragili. Da alcuni mesi, ad esempio, consumatrici e consumatori mantengono un atteggiamento di prudenza. Ciò potrebbe essere dovuto anche al recente forte aumento dell’inflazione. Vi contribuisce il fatto che, nella zona euro, il prezzo del gas si ripercuote in modo relativamente forte su quello dell’elettricità. Il tasso complessivo d’inflazione è pari al 3,8 %. L’inflazione di fondo al netto dell’energia e dei generi alimentari, pari al 2,5 %, è nettamente più bassa, ma con i prezzi dell’energia che si mantengono elevati la pressione sui prezzi potrebbe diffondersi. In questo caso, la Banca centrale europea (BCE), il cui tasso sui depositi si attesta appena al 2,5 % nonostante due rialzi, si vedrebbe probabilmente costretta a intervenire ulteriormente.

Crescita, congiuntura e tendenza

In percentuale

La figura mostra la crescita del PIL reale, la relativa tendenza e un clima congiunturale anticipatore in relazione alla zona euro dal 1995. Dopo una sensibile ripresa negli ultimi mesi, l’indicatore anticipatore segnala una crescita economica in linea con la media di lungo periodo.
Fonte: Bloomberg

Lo sviluppo economico nei grandi Paesi emergenti continua a essere caratterizzato da differenze regionali. La crescita è particolarmente marcata in Corea del Sud e Taiwan, che grazie al loro ruolo centrale nella produzione di chip beneficiano del boom dell’intelligenza artificiale. Anche in India la crescita resta vigorosa. Inoltre, alla luce del recente miglioramento del sentiment, il lieve calo dei mesi estivi sembra essere superato. La Cina, di gran lunga la più grande economia tra i Paesi emergenti, stenta invece a prendere slancio. Gli investimenti risultano ormai inferiori di oltre il 7 % rispetto al livello dell’anno precedente, e anche i consumi non registrano quasi più alcuna crescita. La recessione strutturale, quindi, prosegue. 

Crescita, congiuntura e tendenza

In percentuale

Il grafico mostra la crescita media del PIL reale di alcuni Paesi emergenti, il relativo trend e un clima congiunturale anticipatore dal 1995. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro l’economia crescerà con valori di tendenza tra il 4% e il 5%.
Fonte: Bloomberg

Dati congiunturali globali

IndicatoriSvizzeraUSAZona euroGBGiapponeIndiaBrasileCina
Indicatori
PIL A/A 2026T2
Svizzera
2,8%
USA
2,2%
Zona euro
1,2%
GB
1,4%
Giappone
0,9%
India
7,8%
Brasile
2,0%
Cina
4,3%
Indicatori
PIL A/A 2026T1
Svizzera
0,6%
USA
2,6%
Zona euro
0,6%
GB
0,8%
Giappone
0,6%
India
8,6%
Brasile
1,8%
Cina
5,0%
Indicatori
Clima congiunturale
Svizzera
–
USA
=
Zona euro
=
GB
=
Giappone
+
India
–
Brasile
–
Cina
+
Indicatori
Crescita tendenziale
Svizzera
1,2%
USA
1,7%
Zona euro
0,8%
GB
1,8%
Giappone
1,1%
India
5,4%
Brasile
2,1%
Cina
3,5%
Indicatori
Inflazione
Svizzera
1,0%
USA
3,7%
Zona euro
3,8%
GB
3,1%
Giappone
1,9%
India
5,5%
Brasile
4,6%
Cina
0,9%
Indicatori
Tassi d’interesse guida
Svizzera
0,00%
USA
4,00%
Zona euro
2,65% 
GB
3,75%
Giappone
1,25%
India
5,50%
Brasile
13,75%
Cina
3,0%

Fonte: Bloomberg

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