Secondo le stime della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), nel terzo trimestre l’economia svizzera ha subito una contrazione dello 0,5%. Da un lato a causa delle condizioni estremamente difficili per il commercio estero, che fino all’entrata in vigore del nuovo accordo commerciale dovrà far fronte a un’imposizione doganale del 39%. Di conseguenza, la creazione di valore nell’industria manifatturiera è diminuita del 3%. Allo stesso tempo, a seguito delle incerte prospettive economiche, è diminuita anche la propensione agli investimenti da parte di aziende e privati. Il potenziale di ripresa dovrebbe quindi rimanere limitato anche nei prossimi mesi. Finora i consumi sono stati meno colpiti dalla battuta d’arresto, dimostrandosi ancora una volta il pilastro dello sviluppo economico. I privati cercano solitamente di compensare le oscillazioni congiunturali e di mantenere i propri consumi costanti. Nella sua valutazione della situazione in materia di politica monetaria dell’11 dicembre 2025 la Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso di lasciare invariato il tasso d’interesse guida allo 0%.
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Economia: battuta d’arresto per l’economia svizzera
Gli ultimi dati economici sono stati deludenti, soprattutto quelli provenienti dalla Svizzera. Nel terzo trimestre l’economia nazionale ha subito una netta battuta d’arresto, registrando una sensibile contrazione. Di recente anche la debolezza della Cina si è ulteriormente accentuata. Dalla zona euro, invece, proviene un barlume di speranza. Senza la Germania, che a causa delle sue dimensioni e della persistente recessione riduce la dinamica complessiva, l’andamento sarebbe addirittura superiore alla media. Inoltre, l’anno prossimo dovrebbero farsi sentire i primi effetti del massiccio pacchetto fiscale del governo tedesco.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
A causa del protrarsi del government shutdown, ora conclusosi, mancano ancora i dati economici ufficiali delle autorità statistiche riferiti agli ultimi mesi. Gli indicatori congiunturali rilevati da privati, e quindi disponibili, mostrano una situazione immutata, caratterizzata da un rallentamento dell’industria e dell’edilizia e da un mercato del lavoro debole. Secondo il rapporto ADP, a novembre nell’economia statunitense sono stati tagliati 32’000 posti di lavoro. Il potenziale di crescita dipende quindi anche nel quarto trimestre in modo decisivo dai consumi, per i quali tuttavia i privati non dispongono di dati affidabili. Nonostante le incertezze dovute alla mancanza di dati, nella riunione di dicembre la banca centrale statunitense (Fed) ha deciso di ridurre nuovamente il tasso d’interesse guida di 0,25 punti percentuali, portandolo al 3,75%.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
Lo sviluppo economico della zona euro rimane nel complesso al di sotto della media. Ciò è dovuto in gran parte al persistere della recessione in Germania. Escludendo i vicini tedeschi dai dati dell’unione monetaria, la dinamica appare già decisamente più positiva, con una crescita che risulta addirittura superiore alla media. Negli altri Paesi della zona euro la congiuntura è positiva. Inoltre, negli ultimi tempi è leggermente migliorato anche il clima nell’intera area monetaria. L’anno prossimo dovrebbero essere visibili anche i primi effetti del massiccio pacchetto fiscale del governo tedesco. Pochi progressi sono stati invece compiuti sul fronte dell’inflazione. Attualmente l’inflazione di fondo si attesta ancora al 2,4% al di sopra degli obiettivi della Banca centrale europea (BCE), limitando così il suo margine di manovra per ulteriori riduzioni del tasso d’interesse guida.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
La congiuntura nei Paesi emergenti continua a presentare notevoli differenze a livello regionale. Mentre l’India, la seconda economia, continua a registrare un andamento particolarmente positivo, con una performance economica che è aumentata di oltre l’8% solo negli ultimi dodici mesi, la Cina mostra segnali di netta debolezza. Sebbene ufficialmente il governo continui a presentare tassi di crescita solidi, i dati più dettagliati mostrano che la principale economia emergente sta attraversando una fase di sostanziale debolezza. Nonostante il massiccio sostegno statale, il volume degli investimenti è in calo, i consumi crescono molto più lentamente del solito e i dati sulle importazioni dimostrano che le consumatrici e i consumatori cinesi sono molto cauti nell’acquisto di merci dall’estero.
Crescita, congiuntura e tendenza
In percentuale
Dati congiunturali globali
| Indicatori | Svizzera | USA | Zona euro | GB | Giappone | India | Brasile | Cina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Indicatori PIL A/A 2025T3 |
Svizzera 0,5% |
USA n.d. |
Zona euro 1,4% |
GB 1,3% |
Giappone 0,6% |
India 8,2% |
Brasile 1,8% |
Cina 4,8% |
| Indicatori PIL A/A 2025T2 |
Svizzera 1,3% |
USA 2,1% |
Zona euro 1,6% |
GB 1,4% |
Giappone 2,0% |
India 7,8% |
Brasile 2,4% |
Cina 5,2% |
| Indicatori Clima congiunturale |
Svizzera = |
USA – |
Zona euro – |
GB – |
Giappone + |
India + |
Brasile – |
Cina + |
| Indicatori Crescita tendenziale |
Svizzera 1,2% |
USA 1,6% |
Zona euro 0,8% |
GB 1,8% |
Giappone 1,1% |
India 5,3% |
Brasile 1,9% |
Cina 3,6% |
| Indicatori Inflazione |
Svizzera 0,0% |
USA 2,7% |
Zona euro 2,1% |
GB 3,2% |
Giappone 3,0% |
India 0,3% |
Brasile 4,5% |
Cina 0,7% |
| Indicatori Tassi d’interesse guida |
Svizzera 0,0% |
USA 3,75% |
Zona euro 2,15% |
GB 3,75% |
Giappone 0,5% |
India 5,25% |
Brasile 15,0% |
Cina 3,0% |
Fonte: Bloomberg