Sposarsi in Svizzera: vantaggi e svantaggi economici

09.03.2026

Prima di pronunciare il fatidico «Sì, lo voglio», è opportuno che chi desidera sposarsi sappia come influisce questa scelta sulle proprie finanze e coperture assicurative. In questo articolo vi illustriamo i vantaggi e gli svantaggi eco-nomici del matrimonio in Svizzera, così che le coppie possano prepararsi al loro futuro insieme anche da questo, per quanto poco romantico, punto di vista.

In breve

  • Dal punto di vista finanziario, il matrimonio può offrire vantaggi, se pensiamo ad esempio alla copertura in caso di decesso, ma può presentare anche svantaggi, ad esempio sul fronte delle rendite AVS.
  • Per evitare brutte sorprese, vale la pena esaminare attentamente questi aspetti.
  • Costituire una previdenza privata nel pilastro 3a conviene in ogni caso, indipendentemente dallo stato civile.

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Nel 2024 sono convolate a nozze in Svizzera 36’800 coppie. Secondo il portale di notizie Watson, nel nostro Paese le date preferite per compiere il grande passo sono quelle contenenti cifre ripetute e tra i mesi più gettonati figurano maggio e agosto. Ma quando si parla di matrimonio, ci sono numeri e fatti ben più importanti da considerare, ovvero quelli che riguardano le ripercussioni del «Sì, lo voglio» sulle finanze della coppia. In questo articolo vi illustriamo i vantaggi economici del matrimonio e le possibili conseguenze negative sulle finanze.

Matrimonio e imposte in Svizzera: cosa cambia a livello fiscale?

L’8 marzo 2026 l’elettorato svizzero ha approvato l’introduzione dell’imposizione individuale. In questo modo la cosiddetta penalizzazione del matrimonio, che per anni è stata oggetto di controversie politiche, viene archiviata come un lungo capitolo del diritto fiscale svizzero. Tuttavia, ci vorrà ancora del tempo prima che la nuova forma di tassazione entri effettivamente in vigore: l’attuazione è complessa e avverrà presumibilmente non prima del 2032. Anche i Cantoni e i Comuni modificheranno le proprie leggi fiscali di conseguenza e ridefiniranno le proprie tariffe fiscali. 

Imposizione separata anziché dichiarazione fiscale congiunta

In futuro le coppie sposate non saranno più trattate come un’unica entità dal punto di vista fiscale. Al contrario, ogni persona verrà tassata separatamente. Ogni coniuge presenta una propria dichiarazione fiscale e dichiara il proprio reddito, ad esempio da salario, rendita o attività autonoma, indipendentemente dal reddito dell’altra persona.

Anche il patrimonio viene registrato individualmente. I valori patrimoniali e i relativi ricavi vengono attribuiti ai coniugi in base ai rapporti di proprietà. I conti bancari comuni vengono solitamente suddivisi a metà, per gli immobili fa fede la registrazione nel registro fondiario. Anche le deduzioni possono essere fatte valere solo individualmente.

Fino all’attuazione tutto rimane invariato

Fino all’attuazione dell’imposizione individuale, le coppie sposate vengono tassate insieme. Ciò significa che, in determinate situazioni, le coppie sposate pagano più (o anche meno) imposte rispetto alle coppie non sposate in condizioni economiche analoghe.

Matrimonio e AVS: che regole vigono per i contributi AVS e le rendite AVS?

Tra le coppie sposate e quelle che convivono vi sono discrepanze anche riguardo ai versamenti dei contributi AVS e alle rendite AVS. La differenza maggiore emerge solo dopo il pensionamento.

I vantaggi del matrimonio dal punto di vista dell’AVS

Le persone sposate che non svolgono un’attività lavorativa non sono tenute a pagare i contributi AVS/AI/IPG se la coniuge o il coniuge esercita un’attività lucrativa e versa ogni anno almeno il doppio del contributo minimo all’AVS.

Gli svantaggi del matrimonio dal punto di vista dell’AVS

Per quanto riguarda l’AVS, le persone sposate si trovano di fronte a una sorta di penalizzazione del matrimonio quando raggiungono l’età pensionabile: le rendite di vecchiaia vengono calcolate, tra le altre cose, sulla base del reddito medio percepito. Mentre nelle coppie non sposate ogni partner può percepire l’intera rendita, le coppie sposate ricevono complessivamente non più del 150% della rendita AVS massima per una persona singola.

Consiglio: colmare le lacune contributive

Gli anni di contribuzione mancanti possono comportare una riduzione successiva della rendita AVS. Assicuratevi in ogni caso di colmare le lacune contributive dell’AVS. Tuttavia, gli anni di contribuzione mancanti possono essere compensati solo nell’arco degli ultimi cinque anni.

Matrimonio e decesso: come sono tutelate le persone sposate riguardo ad AVS e cassa pensioni?

AVS

In caso di decesso di uno dei due coniugi, le coppie sposate sono tutelate meglio di quelle conviventi. La persona rimasta vedova riceve le prestazioni per i superstiti del 1º pilastro (AVS). 

Al riguardo valgono le seguenti condizioni.

Le donne hanno diritto a una rendita vedovile se al momento del decesso del marito hanno uno o più figli oppure hanno compiuto 45 anni e il matrimonio è durato almeno cinque anni.

Gli uomini percepiscono una rendita vedovile se al momento del decesso della moglie hanno uno o più figli.

Quali regole valgono per i matrimoni omosessuali?

In caso di matrimonio tra due donne, la coniuge superstite ha diritto a una rendita vedovile, purché soddisfi i diritti esposti in precedenza.

Nel caso di coppie omosessuali di sesso maschile, il coniuge superstite riceve una rendita vedovile, a condizione che soddisfi i requisiti menzionati.

Coppie di conviventi: nell’ambito del 1º pilastro, la o il partner superstite non percepisce alcuna rendita vedovile.

Cassa pensioni

Dal 2º pilastro (cassa pensioni), le persone vedove sposate ricevono una rendita vedovile a condizione che, al momento del decesso, la o il coniuge superstite debba provvedere al mantenimento di almeno un figlio, oppure abbia più di 45 anni e il matrimonio sia durato almeno cinque anni; in caso contrario, ricevono un’indennità una tantum, se previsto dal regolamento della cassa pensioni in questione.

La possibilità per i conviventi superstiti di percepire prestazioni dalla cassa pensioni dipende dalla cassa stessa. Di norma devono essere soddisfatti determinati requisiti e la persona assicurata deve comunicare la propria o il proprio partner convivente in vita presentando un’apposita dichiarazione alla cassa pensioni.

Matrimonio e pilastro 3a: come si comporta il patrimonio previdenziale della previdenza vincolata?

La o il coniuge superstite oppure la partner registrata o il partner registrato superstite sono sempre i primi beneficiari e ricevono l’intero capitale di previdenza (primo rango). Se non vi è nessun beneficiario in primo rango, si passa a quello successivo che comprende:

  • i discendenti diretti,
  • le persone fisiche al cui sostentamento la persona defunta ha provveduto in modo considerevole oppure
  • la persona che ha convissuto ininterrottamente con la persona defunta nei cinque anni precedenti il decesso oppure
  • che deve provvedere al sostentamento di uno o più figli comuni.

Nel secondo rango le persone intestatarie della previdenza possono scegliere uno o più beneficiari (quindi anche la o il convivente che risponde ai requisiti menzionati) e definire i relativi diritti.

Effettuare versamenti nel 3º pilastro conviene sempre, indipendentemente dallo stato civile. In questo modo, infatti, si risparmia grazie alle agevolazioni fiscali e ci si può godere una vecchiaia più serena insieme.

Matrimonio ed eredità: i coniugi della persona defunta sono soggetti all’imposta di successione?

In Svizzera, i coniugi sono perlopiù avvantaggiati anche per quanto riguarda l’imposta di successione: a seconda delle disposizioni cantonali, le imposte di successione e donazione hanno subito, infatti, un netto calo per le coppie sposate o sono state addirittura eliminate. Di norma, i coniugi della persona defunta sono esentati dall’imposta di successione, contributo che le coppie non sposate sono tenute, invece, a corrispondere.

Matrimonio e debiti: cosa succede se uno dei due coniugi si indebita?

I coniugi rispondono sostanzialmente da soli dei propri debiti personali, esclusivamente con il proprio patrimonio: se una persona sposata sottoscrive un leasing per un’automobile o un contratto di locazione, non sarà possibile far valere il pagamento delle rate del leasing nei confronti della moglie o del marito. Fanno eccezione per legge i debiti relativi ai bisogni correnti della famiglia, come i generi alimentari, le spese familiari o i premi delle casse malati, per i quali le coppie sposate rispondono solidalmente.

E cosa succede in caso di unione domestica registrata?

In Svizzera l’unione domestica registrata era stata introdotta come opportunità legale per le coppie omosessuali di riconoscere ufficialmente la loro relazione. Dopo l’approvazione della votazione popolare nazionale «Matrimonio per tutti», dal 1º luglio 2022 le coppie omosessuali possono sposarsi o trasformare l’unione domestica registrata in matrimonio. Non è invece più possibile stipulare nuove unioni domestiche registrate.

Per le unioni domestiche registrate trova applicazione, in linea di principio, la separazione dei beni, a meno che non sia stato concordato un contratto patrimoniale notarile. Fino all’attuazione della tassazione individuale, i partner presentano insieme la dichiarazione fiscale e vengono tassati come le coppie sposate. In caso di decesso valgono gli stessi diritti dei coniugi, ad esempio per quanto riguarda il diritto successorio e le prestazioni AVS e della cassa pensioni.

Come gestire le finanze dopo il matrimonio: qual è la formula giusta per voi?

Conto in comune, conti separati o tre conti? Scoprite qual è la formula più adatta alle vostre esigenze.

  • Due conti separati: desiderate tenere separate le vostre finanze e preservare il più possibile la vostra autonomia.
  • Un conto cointestato: non volete solo trascorrere in coppia la vostra vita, ma anche prendere insieme tutte le decisioni economiche e gestire di comune accordo le vostre finanze.
  • Tre conti bancari: entrambi mantenete il vostro conto personale e ne aprite un terzo per gestire i costi fissi come l’affitto e le spese comuni.
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