Panoramica del mercato: cresce l’incertezza

I mercati finanziari risentono sempre più delle preoccupazioni legate all’inflazione. Tra gli investitori di tutto il mondo si è diffusa una forte incertezza che il mese scorso ha causato nuove perdite su questi mercati.

  • In seguito al rapido aumento dei tassi d’interesse, i portafogli contenenti titoli di stato dei paesi industrializzati hanno perso da inizio anno tra il 5 e il 10% del proprio valore. Nell’ultimo periodo tale aumento è stato frenato dalle preoccupazioni per la congiuntura.

    Evoluzione indicizzata del valore dei titoli di stato in franchi

    100 = 01.01.2022

    Il grafico mostra l’evoluzione del valore delle obbligazioni statali svizzere, statunitensi e tedesche in franchi svizzeri. Da ottobre dello scorso anno sono stati soprattutto i titoli di stato svizzeri e tedeschi a registrare una flessione delle quotazioni.
    Fonte: SIX, Bloomberg Barclays

    I mercati obbligazionari figurano quest’anno tra i grandi perdenti a causa delle rigide misure di politica monetaria della Federal Reserve, la banca centrale americana, che aumentando ancora una volta i tassi dello 0,5% si impegna con sempre più decisione nel contrastare l’inflazione. Per giugno e luglio sono poi previsti due ulteriori rialzi dei tassi. Inoltre, dal prossimo mese la banca centrale avvierà le misure di riduzione del bilancio. In considerazione del rallentamento della crescita economica, di recente l’aumento dei tassi d’interesse si è tuttavia attenuato. In aggiunta, a causa dell’indebolimento del franco svizzero rispetto al dollaro americano, le perdite per i titoli di stato statunitensi sono state minori nei portafogli svizzeri che non hanno coperto i rischi valutari.

    Evoluzione dei rendimenti alla scadenza a dieci anni

    In percentuale

    Il grafico rappresenta l’andamento delle obbligazioni di stato decennali in Svizzera, negli USA e in Germania: tali rendimenti alla scadenza sono un metro di misura fondamentale per capire come si evolvono gli interessi. Sul lungo periodo mostrano una tendenza decisamente negativa. Da inizio 2020, tuttavia, si può osservare un’inversione di tendenza a favore di un aumento degli interessi che si è accentuata ulteriormente lo scorso mese.
    Fonte: SIX, Bloomberg Barclays

    I rendimenti alla scadenza sui titoli di stato sono aumentati ulteriormente il mese scorso. Le obbligazioni statali statunitensi a 10 anni hanno superato la soglia del 3%, come non accadeva dal 2018. Una dinamica analoga si è registrata anche in Europa. Le obbligazioni della Confederazione svizzera con una durata di dieci anni hanno raggiunto per un breve periodo un rendimento alla scadenza dell’1%, mentre le omologhe tedesche hanno persino toccato l’1,2%. Ciò implica un notevole aumento dei costi per l’accesso al credito.

    Premi di rischio delle obbligazioni corporate

    In percentuale

    Il grafico rappresenta il differenziale dei rendimenti alla scadenza tra obbligazioni statali e corporate in dollari americani, euro e franchi. Da inizio anno questi premi di rischio, anche noti come spread, hanno registrato una crescita. Ciò significa che all’assunzione di un credito i debitori maggiormente esposti al rischio dovranno pagare interessi maggiori rispetto agli emittenti statali sicuri.
    Fonte: Bloomberg Barclays

    La maggiore avversione al rischio degli investitori, in considerazione dei rischi legati all’inflazione e dell’aumento dei rischi congiunturali, si sta facendo evidente anche sul mercato delle obbligazioni corporate. Presentando un maggiore rischio d’inadempimento rispetto alle obbligazioni emesse dagli stati, queste sono infatti soggette a un premio di rischio. In periodi di forte incertezza tale premio è di norma più alto, mentre diminuisce in periodi più tranquilli grazie a una maggiore propensione al rischio degli investitori. Nell’ultimo periodo i premi di rischio sono tornati ad aumentare sensibilmente: per le obbligazioni corporate emesse in euro e dollari americani il premio è tornato al di sopra dell’1,5%, mentre le obbligazioni corporate svizzere sono ritenute ancora più sicure e i relativi premi di rischio non raggiungono l’1%.

  • L’aumento dei tassi d’interesse e la crescente inflazione hanno creato condizioni poco favorevoli sui mercati azionari, tanto che lo scorso mese sono state registrate pesanti flessioni dei corsi.

    Evoluzione indicizzata del mercato azionario in franchi

    100 = 01.01.2022

    Il grafico mostra l’evoluzione del valore nei dodici mesi scorsi sui mercati azionari Svizzera, Mondo e Paesi emergenti in franchi. Sebbene tali mercati abbiano compensato in poco tempo le perdite registrate dall’inizio della guerra, il mese scorso si è assistito a una nuova ondata di vendite.
    Fonte: SIX, MSCI

    Per un breve periodo è sembrato che i mercati azionari potessero lasciarsi alle spalle le perdite sui corsi registrate dallo scoppio della guerra in Ucraina. Ora, però, le misure contro l’inflazione adottate dalle banche centrali il mese scorso hanno innescato una nuova forte tendenza al ribasso. Da inizio anno le perdite ammontano a circa il 10%. A risentirne di più sono i titoli tecnologici, che durante l’emergenza coronavirus erano invece riusciti a registrare elevati utili sui corsi.

    Valore di momentum dei singoli mercati

    In percentuale

    L’immagine mostra il valore di momentum di dodici tra i principali mercati azionari al mondo. Il momentum mette in relazione l’ultimo corso con la media degli ultimi sei mesi. I mercati azionari globali hanno perso slancio rispetto al mese scorso.
    Fonte: MSCI

    La marcata tendenza al ribasso, determinata dalle preoccupazioni legate alla congiuntura e all’inflazione, il mese scorso non ha risparmiato alcun paese. Il momentum peggiore è stato quello del mercato azionario olandese, dove ad aprile i giganti del settore tecnologico hanno registrato pesanti perdite. Anche il mercato azionario cinese sta segnando un peggioramento, guidato dalle preoccupazioni circa l’impatto delle severe restrizioni contro il coronavirus: attualmente si trovano in lockdown circa 200 milioni di abitanti delle metropoli di Pechino e Shanghai.

    Rapporto prezzo/utile

    La figura mostra il rapporto prezzo/utile (RPU) per i mercati azionari Svizzera, Mondo e Paesi emergenti a partire dal 2000. Grazie all’aumento degli utili aziendali i RPU dei tre mercati sono calati sensibilmente dall’estate 2020.
    Fonte: SIX, MSCI

    In considerazione di una dinamica di inflazione attualmente elevata e delle previsioni congiunturali incerte, si potrebbero sfruttare per ora le potenzialità di ulteriore incremento degli utili delle aziende. Negli ultimi due anni, tale incremento è infatti aumentato in modo considerevole, consentendo al rapporto prezzo/utile (RPU) di calare notevolmente nonostante gli elevati corsi azionari. Attualmente l’RPU medio per un’impresa svizzera è pari a 15. Ciò significa che il corso azionario è 15 volte maggiore dell’utile.

  • Il mese scorso gli investimenti immobiliari hanno risentito dell’aumento dei tassi d’interesse. Gli investimenti immobiliari svizzeri hanno registrato gravi perdite sui corsi.

    Evoluzione indicizzata del valore dei fondi immobiliari svizzeri

    100 = 01.01.2022

    L’immagine mostra l’evoluzione media indicizzata del valore dei fondi immobiliari svizzeri quotati in borsa durante gli scorsi dodici mesi. Da inizio anno si sono verificate gravi perdite sui corsi.
    Fonte: SIX

    I fondi immobiliari svizzeri quotati sono stati interessati duramente dalle massicce vendite dello scorso mese. Una delle ragioni potrebbe essere che, dal punto di vista degli istituti di previdenza e di altri investitori istituzionali, l’aumento dei tassi d’interesse rende di nuovo più allettante investire in titoli di stato rispetto a questa tipologia di fondi. Attualmente anche in Svizzera le obbligazioni di stato offrono di nuovo un rendimento positivo. Di conseguenza è calata la disponibilità al pagamento per fondi immobiliari svizzeri, che hanno perso circa il 5% del loro valore il mese scorso e persino l’8% da inizio anno.

    Sovrapprezzo su fondi immobiliari svizzeri e rendimenti alla scadenza a dieci anni

    In percentuale

    La figura mostra il rendimento alla scadenza delle obbligazioni di stato svizzere a dieci anni e il sovrapprezzo sugli immobili contenuti nei fondi immobiliari svizzeri dall’anno 2000. Anche se gli interessi quest’anno sono aumentati in modo significativo, gli aggi continuano a mantenersi a un livello elevato.
    Fonte: SIX

    È proprio in periodi di bassi tassi d’interesse che gli investitori sono disposti a pagare un sovrapprezzo (aggio) sul valore degli immobili contenuti nei fondi. La scorsa estate tali sovrapprezzi hanno raggiunto il livello record del 50%. In linea con le fluttuazioni di mercato del mese scorso, però, gli aggi sono calati notevolmente attestandosi al di sopra del 30%. La valutazione dei fondi immobiliari svizzeri continua comunque a essere elevata, in quanto l’attuale livello dei tassi giustificherebbe solo un sovrapprezzo di circa il 25%.

    Tasso di sfitto e prezzi degli immobili

    100 = gennaio 2000 (a sinistra) e in percentuale (a destra)

    Il grafico riporta il tasso di sfitto degli immobili abitativi svizzeri e l’andamento dei prezzi di case unifamiliari, oggetti presi in locazione e appartamenti. Mentre i prezzi degli appartamenti di proprietà e soprattutto delle case unifamiliari sono aumentati molto dall’inizio della pandemia, i prezzi degli oggetti presi in locazione sono calati. L’anno scorso il tasso di sfitto è tornato a scendere per la prima volta dopo essere aumentato continuamente per dieci anni.
    Fonte: BNS, UST

    L’aumento dei tassi d’interesse rende più costoso anche il finanziamento immobiliare. Per un’ipoteca fissa svizzera con una durata di cinque anni l’interesse è nel frattempo quasi raddoppiato, passando da poco più dell’1% dell’anno scorso all’attuale 2%. Solo le ipoteche Saron a breve termine, per le quali il tasso d’interesse oscilla su base giornaliera, continuano a mantenersi a un livello basso. In Svizzera l’ipoteca fissa gode di grande popolarità e, con una quota superiore all’80%, supera le ipoteche Saron.

  • Valute

    Il dollaro americano ha una marcia in più, mentre il franco svizzero e lo yen giapponese si sono dimostrati sorprendentemente deboli.

    Coppia di valuteCorsoPPAArea neutraleValutazione
    Coppia di valute
    EUR/CHF
    Corso
    1,04
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    0,88
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,81 – 0,94
    Valutazione
    Euro sopravvalutato
    Coppia di valute
    USD/CHF
    Corso
    1,00
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    0,77
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,68 – 0,87
    Valutazione
    USD sopravvalutato
    Coppia di valute
    GBP/CHF
    Corso
    1,22
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,31
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    1,13 – 1,49
    Valutazione
    Sterlina neutrale
    Coppia di valute
    JPY/CHF
    Corso
    0,78
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    0,98
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,83 – 1,14
    Valutazione
    Yen sottovalutato
    Coppia di valute
    SEK/CHF
    Corso
    9,88
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    10,05
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    9,09 – 11,02
    Valutazione
    Corona neutrale
    Coppia di valute
    NOK/CHF
    Corso
    10,15
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    11,01
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    9,84 – 12,19
    Valutazione
    Corona neutrale
    Coppia di valute
    EUR/USD
    Corso
    1,04
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,13
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,99 – 1,28
    Valutazione
    Euro neutrale
    Coppia di valute
    USD/JPY
    Corso
    128,42
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    78,99
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    64,15 – 93,82
    Valutazione
    Yen sottovalutato
    Coppia di valute
    USD/CNY
    Corso
    6,79
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    5,78
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    5,54 – 6,02
    Valutazione
    Renminbi sottovalutato

    Fonte: Web Financial Group

    Attualmente il dollaro americano segue un’unica tendenza: verso l’alto. Messo a confronto con un paniere di valute, il corso del dollaro ha da poco raggiunto il livello massimo da 20 anni. Viste le forti incertezze economiche in merito alle previsioni future, non sorprende la fuga degli investitori verso la valuta di riserva globale. Per contro hanno recentemente deluso il franco e lo yen, da sempre ritenuti due «porti sicuri». Anche le valute finora forti dei paesi esportatori di materie prime quali Canada, Australia e Norvegia si son viste tarpare le ali.

    Oro

    Il mese scorso il prezzo dell’oro ha resistito alla tendenza al ribasso sui mercati finanziari, riuscendo a giocare almeno in parte il suo ruolo di copertura dall’inflazione.

    Evoluzione indicizzata del valore dell’oro in franchi

    100 = 01.01.2022

    La figura mostra l’evoluzione indicizzata del valore dell’oro in franchi svizzeri nel bilancio annuale. Allo scoppio della guerra in Ucraina il prezzo dell’oro aveva raggiunto per breve tempo i 2’050 dollari, mentre da allora oscilla intorno alla soglia dei 1’950 dollari per oncia troy.
    Fonte: Web Financial Group

    Quasi tutte le classi d’investimento hanno subito le conseguenze delle vendite massicce del mese scorso. Quasi tutte le classi d’investimento hanno subito le conseguenze delle vendite massicce del mese scorso. Anche l’oro ha dovuto piegarsi a questa tendenza. Dopo il picco di 2’050 dollari per oncia troy toccato per breve tempo nel mese di marzo, in un primo momento il suo prezzo si è mantenuto ostinatamente intorno ai 1’950 dollari. Alla fine, però, il dollaro forte e l’aumento degli interessi potrebbero aver influito sulla quotazione del metallo prezioso, portandone il prezzo ai circa 1’800 dollari americani attuali.

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