Panoramica di mercato: il nervosismo sui mercati finanziari continua leggermente ad aumentare

L’aumento dei casi di coronavirus, il conto alla rovescia alle elezioni presidenziali americane e l’incertezza sull’ulteriore ripresa congiunturale hanno generato una nuova ondata di nervosismo sui mercati finanziari. Finora ne hanno risentito soprattutto i mercati azionari europei, mentre i mercati americani continuano a dimostrarsi solidi.

  • I rendimenti dei titoli di stato tedeschi sono più bassi di quelli degli omologhi svizzeri. Particolarmente richieste sono state di recente anche le obbligazioni dei paesi periferici europei.

    Evoluzione indicizzata del valore dei titoli di stato in franchi

    100 = 01.01.2020

    Il grafico mostra l’evoluzione del valore delle obbligazioni statali svizzere, statunitensi e tedesche in franchi svizzeri. Nel corso delle turbolenze sui mercati provocate dal coronavirus, per un certo periodo anche le quotazioni delle obbligazioni statali avevano fatto registrare forti perdite. Con la corsa alle vendite sui mercati azionari, tuttavia, la domanda di titoli di stato sicuri aveva ritrovato vigore, facendo aumentare il valore di questa classe d’investimento. Il recente incremento degli interessi sul mercato statunitense dei capitali ha fatto registrare un loro nuovo deprezzamento. Particolarmente richieste sono state di recente anche le obbligazioni dei paesi periferici europei.
    Fonte: SIX, Bloomberg Barclays

    A dispetto delle incertezze sui mercati finanziari, le obbligazioni dei paesi periferici europei sono state particolarmente richieste. I titoli di stato italiani a dieci anni, ad esempio, hanno toccato il minimo storico con un rendimento dello 0,66% . Anche le obbligazioni francesi, spagnole e britanniche registrano quotazioni vicine al loro valore minimo della scorsa primavera. Le obbligazioni beneficiano del fatto che una fine del programma di acquisto della BCE non è all’orizzonte. Anche l’atteso pacchetto di stimoli di 750 miliardi di euro da parte dell’UE garantisce sostegno. Meno richiesti sono stati da ultimo i titoli di stato statunitensi.

    Evoluzione dei rendimenti alla scadenza a dieci anni

    In percentuale

    Il grafico mostra l’andamento delle obbligazioni di stato decennali in Svizzera, negli USA e in Germania: tali rendimenti alla scadenza sono un metro di misura fondamentale per capire come si evolvono gli interessi. Sul lungo periodo mostrano una tendenza decisamente negativa che, dopo una breve ripresa nel mese di marzo, di recente è tornata in calo. Lo scorso mese la differenza di interessi tra le obbligazioni svizzere e quelle tedesche si è azzerata. Per la prima volta oggi le federazioni tedesche fruttano meno dei «confederati» svizzeri.
    Fonte: SIX, Bloomberg Barclays

    Dopo una breve parentesi in primavera, i titoli di stato tedeschi con scadenza a 10 anni fruttano di nuovo meno degli omologhi svizzeri. In realtà, la politica dei tassi negativi della Banca nazionale svizzera (BNS) degli ultimi anni mirava a evitare un tale sviluppo per rendere il franco meno attraente. Un’ulteriore riduzione dell’interesse degli averi a vista sui conti della BNS in reazione a questi recenti sviluppi non è tuttavia prevedibile. Sembrano troppo grandi gli effetti collaterali che comportano gli interessi negativi.

    Premi di rischio delle obbligazioni corporate

    In percentuale

    Il grafico rappresenta il differenziale dei rendimenti alla scadenza tra obbligazioni statali e corporate in dollari americani, euro e franchi. A marzo questi premi di rischio, anche noti come spread, hanno avuto una crescita significativa. Ciò significa che all’assunzione di un credito i debitori maggiormente esposti al rischio hanno dovuto pagare interessi maggiori rispetto agli emittenti statali, più sicuri. Questi interessi si stanno avvicinando sempre più al loro livello pre-crisi e sono la prova che la propensione al rischio da parte degli investitori sta nuovamente crescendo. Tuttavia a fine settembre si è tornati brevemente a un piccolo aumento.
    Fonte: Bloomberg Barclays

    Nella seconda metà di settembre è cresciuta temporaneamente l’incertezza sui mercati finanziari americani ed europei. Questo ha smorzato la propensione al rischio degli investitori e ha comportato un breve incremento dei premi di rischio su obbligazioni a più alto rischio. Tuttavia, nel frattempo la situazione si è di nuovo normalizzata e i margini sono calati nuovamente, scendendo in Europa persino al di sotto del livello dell’anno precedente.

  • Il crescente numero di casi di coronavirus interrompe l’andamento laterale sui mercati azionari europei. Le borse americane sono riuscite nel frattempo a riprendersi dalla stasi di inizio settembre.

    Evoluzione indicizzata del mercato azionario in franchi

    100 = 01.01.2020

    Il grafico mostra l’evoluzione del valore negli ultimi dodici mesi sui mercati azionari Svizzera, Mondo e Paesi emergenti in franchi. La fenomenale corsa alla ripresa registrata negli ultimi mesi sui mercati azionari è sempre più svincolata dalla realtà economica. La borsa americana e quella svizzera sono già tornate ai livelli pre-crisi, ma anche le borse dei paesi emergenti hanno fatto registrare una forte ripresa. Recentemente l’aumento dei casi di coronavirus ha causato maggiore incertezza e posto un freno ai mercati azionari europei.
    Fonte: SIX, MSCI

    A settembre le borse americane hanno subito una battuta d’arresto. La speranza dell’arrivo di un altro pacchetto di aiuti nell’ordine dei miliardi − quando, ancora non si sa – ha già provocato un aumento delle quotazioni azionarie. Ad iniziare con vigore il terzo trimestre sono state anche le azioni dei paesi emergenti. Primo tra tutti il mercato azionario cinese che con una capitalizzazione di mercato di 10,1 miliardi di dollari americani ha segnato un nuovo record. Dopo che i mercati azionari europei hanno avuto un andamento prevalentemente laterale, il forte aumento dei casi di coronavirus e le conseguenti eventuali misure di contenimento hanno generato incertezza sui mercati e causato il crollo delle quotazioni azionarie.

    Valore di momentum dei singoli mercati

    In percentuale

    L’immagine mostra il valore di momentum di dodici tra i principali mercati azionari al mondo. Il valore di momentum mette in relazione una media corrente a dieci giorni e la media degli ultimi 240 giorni. La ripresa delle borse mondiali è evidente anche dal momentum positivo dei singoli mercati. Primi fra tutti a registrare una forte ripresa sono stati Cina e Canada, seguiti dai mercati azionari di Taiwan, USA e Corea. Gran Bretagna e Francia continuano invece ad attestarsi ben al di sotto del livello pre-crisi.
    Fonte: MSCI

    Il valore di momentum sui mercati azionari asiatici è aumentato di nuovo lo scorso mese. Una ragione di questa dinamica positiva è riconducibile al basso numero di casi di coronavirus. In questi paesi il virus sembra essere ben sotto controllo e permette quindi un continuo aumento delle aspettative congiunturali degli investitori. Altrettanto forti si dimostrano però anche i mercati azionari di Canada e USA. La stasi temporanea di settembre è stata archiviata rapidamente. Per contro i mercati britannici continuano a lottare e un’intesa amichevole sulle discussioni riguardanti la Brexit rimane incerta.

    Rapporto prezzo/utile

    La figura mostra il rapporto prezzo-utile (RPU) per i mercati azionari Svizzera, Mondo e Paesi emergenti a partire dal 2000. L’RPU ha subito un forte crollo in tutti e tre i mercati azionari in seguito alla corsa alle vendite del mese di marzo. In concomitanza con questo rally della ripresa, ha però potuto beneficiare dei corsi in rialzo. Un vigoroso inizio del terzo trimestre è stato registrato dai mercati azionari dei paesi emergenti, mentre il mercato azionario svizzero ha risentito del calo della domanda di titoli farmaceutici.
    Fonte: SIX, MSCI

    Sulla base del rapporto prezzo/utile (RPU), la valutazione dei mercati azionari globali continua a essere elevata e la battuta d’arresto registrata a settembre non ha potuto nuocerle più di tanto. Nel terzo trimestre i mercati azionari dei paesi emergenti hanno registrato un vigoroso inizio. I valori record sul mercato azionario cinese hanno provocato un forte slancio delle aspettative. In confronto il mercato azionario svizzero ha avuto un’evoluzione debole che ha risentito del calo della domanda di titoli farmaceutici.

  • Il valore dei fondi immobiliari svizzeri ha raggiunto a inizio ottobre un nuovo picco temporaneo. Contestualmente è stato registrato un ulteriore incremento del tasso di sfitto.

    Evoluzione indicizzata del valore dei fondi immobiliari svizzeri

    100 = 01.01.2020

    L’immagine mostra l’evoluzione media indicizzata del valore dei fondi immobiliari svizzeri quotati in borsa durante gli scorsi dodici mesi. Dal crollo dei mercati registrato a marzo si è assistito a una loro ripresa, ma successivamente hanno mostrato per settimane un andamento laterale. A ottobre è stato toccato il livello massimo da marzo. Da allora il valore ha ripreso ad avere un andamento prevalentemente laterale.
    Fonte: SIX

    Lo scorso mese il mercato immobiliare svizzero ha potuto registrare solo una lieve crescita, con un andamento prevalentemente laterale. Tuttavia l’indice dei fondi immobiliari svizzeri quotati ha raggiunto a inizio ottobre il suo valore massimo da marzo. Diventa sempre più chiaro che la pandemia da COVID-19 comporterà cambiamenti strutturali sul mercato immobiliare. Tra questi c’è la crescente tendenza all’home office con un conseguente calo del fabbisogno di superfici adibite a uffici. Lo stesso calo interessa le superfici di vendita dal momento che il commercio al dettaglio si sta spostando sempre più online. Anche il settore alberghiero svizzero ha risentito molto della crisi in seguito alla mancanza di turisti internazionali. Rinomate strutture hanno già dovuto annunciare adesso la loro chiusura.

    Sovrapprezzo su fondi immobiliari svizzeri e rendimenti alla scadenza a dieci anni

    In percentuale

    La figura mostra il rendimento alla scadenza delle obbligazioni di stato svizzere a dieci anni e il sovrapprezzo sugli immobili contenuti nei fondi immobiliari svizzeri dall’anno 2000. Questo sovrapprezzo, anche detto aggio, lo scorso anno ha subito un’impennata e a febbraio di quest’anno ha raggiunto nuovi massimi, prima di subire un drammatico crollo a marzo. Con la ripresa del mercato immobiliare svizzero al livello dell’inizio dell’anno, gli aggi sono recentemente saliti al 23,3%.
    Fonte: SIX

    Il mese scorso è continuato a salire anche il sovrapprezzo medio sugli immobili inclusi nei fondi. Durante la corsa alle vendite della scorsa primavera, questo è crollato nel frattempo dal 33% al 17%. Tuttavia, nel corso della ripresa del mercato immobiliare svizzero, l’aggio è salito nuovamente al 23,3%. Ma, analizzando i singoli fondi, si è osservata un’ampia dispersione: i fondi che si concentrano sugli immobili residenziali hanno prezzi più alti di quelli che si concentrano sugli immobili commerciali. Considerando il contesto dei tassi bassi – l’interesse a 10 anni continua ad attestarsi a –0,5% − gli aggi possono comunque essere ritenuti ancora equi.

    Tasso di sfitto e prezzi degli immobili

    100 = gennaio 2000 (a sinistra) e in percentuale (a destra)

    Il grafico riporta il tasso di sfitto degli immobili abitativi svizzeri e l’andamento dei prezzi di case unifamiliari, oggetti presi in locazione e appartamenti. Mentre i prezzi degli affitti e degli immobili relativi agli appartamenti negli ultimi cinque anni sono tendenzialmente diminuiti, il tasso di sfitto continua a crescere senza sosta. Le difficoltà economiche legate all’emergenza coronavirus hanno fatto aumentare ulteriormente le superfici e i locali sfitti, soprattutto per quel che riguarda gli alloggi in affitto. Nel frattempo i prezzi delle case unifamiliari sono cresciuti ulteriormente.
    Fonte: BNS, UST

    Il tasso di sfitto è cresciuto ulteriormente rispetto all’anno scorso e si attesta nella media nazionale sull’1,72%. Tuttavia ci sono grandi differenze regionali e si può osservare un forte divario tra città e zone rurali. Zurigo mostra un valore di appena lo 0,15%, mentre le regioni rurali della Svizzera meridionale e occidentale registrano superfici e locali sfitti oltre il 4%. Contestualmente l’andamento dei prezzi degli oggetti presi in locazione e degli appartamenti continuava a calare, mentre la domanda di case unifamiliari ha continuato a crescere anche durante l’emergenza coronavirus.

  • Valute

    Le valute G10 sono oscillate solo leggermente nelle ultime settimane. Per contro, le valute asiatiche, soprattutto il renminbi cinese, sono riuscite a guadagnare notevolmente valore grazie a solidi dati congiunturali.

    Coppia di valuteCorsoPPAArea neutraleValutazione
    Coppia di valute
    EUR/CHF
    Corso
    1,07
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,19
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    1,11 – 1,28
    Valutazione
    Euro sottovalutato
     
    Coppia di valute
    USD/CHF
    Corso
    0,91
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    0,93
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,82 – 1,05
    Valutazione
    USD neutrale
    Coppia di valute
    GBP/CHF
    Corso
    1,18
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,43
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    1,23 – 1,63
    Valutazione
    Sterlina sottovalutata
    Coppia di valute
    JPY/CHF
    Corso
    0,87
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,06
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,89 - 1,22
    Valutazione
    Yen sottovalutato
    Coppia di valute
    SEK/CHF
    Corso
    10,32
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    12,41
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    11,20 – 13,63
    Valutazione
    Corona sottovalutata
    Coppia di valute
    NOK/CHF
    Corso
    9,78
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    13,00
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    11,62 – 14,37
    Valutazione
    Corona sottovalutata
    Coppia di valute
    EUR/USD
    Corso
    1,17
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,28
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    1,11 – 1,45
    Valutazione
    Euro neutrale
    Coppia di valute
    USD/JPY
    Corso
    105,41
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    88,20
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    72,53 – 103,88
    Valutazione
    Yen sottovalutato
    Coppia di valute
    USD/CNY
    Corso
    6,73
    PPA Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    6,40
    Area neutrale Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    6,15 – 6,66
    Valutazione
    Renminbi sottovalutato

    La dinamica delle valute G10 lo scorso mese non è stata particolarmente movimentata. L’improvvisa crescita della domanda di dollaro americano a settembre è svanita rapidamente. Recentemente il dollaro americano ha registrato nuovamente un andamento laterale con una quotazione di 0,91 franchi. Piuttosto debole si è dimostrato l’euro, che recentemente è tornato a perdere la fiducia degli investitori a causa della difficile emergenza coronavirus.

    Le valute asiatiche, prime fra tutte il renminbi cinese, il dollaro taiwanese e il won coreano si sono rafforzate lo scorso mese. Grazie alle notizie congiunturali positive, da luglio il renminbi ha, ad esempio, guadagnato quasi 7 punti percentuali rispetto al dollaro americano. Diversa è la situazione per le altre valute dei paesi emergenti. È specialmente la lira turca a trovarsi al momento sotto pressione. La Turchia si trova ad affrontare importanti sfide economiche, ma è anche coinvolta in diverse controversie geopolitiche.

    Oro

    Il prezzo dell’oro continua a cedere oscillando intorno ai 1’900 dollari americani per oncia troy.

    Evoluzione indicizzata del valore dell’oro in franchi

    100 = 01.01.2020

    La figura mostra l’evoluzione indicizzata del valore dell’oro in franchi svizzeri nel bilancio annuale. Il recente aumento dell’incertezza sui mercati, dovuta alla diffusione del coronavirus, ha fatto sì che l’oro, in quanto «porto sicuro», fosse molto richiesto. Dall’inizio dell’anno questa classe d’investimento è aumentata di oltre il 20% ed è dunque ancora tra quelle che offrono rendimenti migliori. Dopo il valore record raggiunto ad agosto, il prezzo per oncia troy ha tuttavia un andamento prevalentemente laterale intorno ai 1’900 dollari americani.
    Fonte: Web Financial Group

    Lo scorso mese il prezzo dell’oro per oncia troy è calato ancora leggermente, allontanandosi ulteriormente dal suo massimo storico di agosto. Di recente il prezzo si è stabilizzato intorno ai 1’900 dollari americani per oncia troy. Nel confronto annuale resta comunque un valore elevato, poiché l’oncia troy ha iniziato l’anno sotto i 1’500 dollari americani. Il principale motore di questo forte incremento di valore registrato quest’anno è stata la forte domanda di strumenti di investimento coperti dall’oro, mentre la domanda globale di gioielli è crollata di quasi il 50%.  Altrettanto forte è stato il calo registrato nella domanda d’oro per l’elettronica.

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