Panoramica del mercato: i mercati azionari riprendono slancio

Dopo una breve battuta di arresto, i mercati azionari mostrano di nuovo un andamento al rialzo. I mercati obbligazionari, invece, riflettono sempre di più l’incremento della dinamica di inflazione.

  • Il rialzo dei prezzi dell’energia ha determinato un aumento dei tassi d’inflazione in tutto il mondo nel corso dei mesi estivi. Infatti, sui mercati obbligazionari anche la domanda di obbligazioni indicizzate all’inflazione è risultata particolarmente elevata.

    Evoluzione indicizzata del valore dei titoli di stato in franchi

    100 = 01.01.2021

    Il grafico mostra l’evoluzione del valore delle obbligazioni statali svizzere, statunitensi e tedesche in franchi svizzeri. Il miglioramento delle previsioni congiunturali si è tradotto, all’inizio dell’anno, in una massiccia vendita sui mercati obbligazionari. Nonostante l’aggravarsi delle preoccupazioni legate all’inflazione, a partire dalla seconda metà di ottobre la domanda di titoli di stato è aumentata.
    Fonte: SIX, Bloomberg Barclays

    Sui mercati obbligazionari è sempre più evidente l’incremento della dinamica di inflazione, una tendenza che non sorprende. A ottobre, negli Stati Uniti il tasso d’inflazione è aumentato fino a toccare i 6,2 punti percentuali, mentre nella zona euro ha raggiunto il 4,1%, il valore più alto da luglio 2008. Di conseguenza la domanda di obbligazioni indicizzate all’inflazione è risultata particolarmente elevata. In situazioni caratterizzate da alti livelli di inflazione, le obbligazioni indicizzate all’inflazione sono da preferire ai titoli di stato nominali in quanto i pagamenti a favore degli investitori vengono corretti in base al rincaro.

    Evoluzione dei rendimenti alla scadenza a dieci anni

    In percentuale

    Il grafico rappresenta l’andamento delle obbligazioni di stato decennali in Svizzera, negli USA e in Germania: tali rendimenti alla scadenza sono un metro di misura fondamentale per capire come si evolvono gli interessi. Sul lungo periodo mostrano una tendenza decisamente negativa. Nel primo semestre del 2021, questa dinamica ha subito una breve inversione di tendenza e i tassi d’interesse sono scesi. I rendimenti alla scadenza americani a dieci anni si collocano attualmente all’1,6%, mentre quelli svizzeri hanno superato per breve tempo la soglia dello zero a inizio novembre.
    Fonte: SIX, Bloomberg Barclays

    Il mese scorso, i rendimenti alla scadenza dei titoli di stato hanno avuto un andamento al ribasso e sono sembrati immuni alle crescenti preoccupazioni legate all’inflazione, sebbene anche le previsioni inflazionistiche misurate sul mercato abbiano recentemente fatto segnare valori record. La pubblicazione dei dati relativi all’inflazione dei prezzi al consumo statunitense per il mese di ottobre, che era risultata inaspettatamente elevata attestandosi al 6,2%, ha causato un’inversione di tendenza. Alla luce dei rischi legati all’inflazione, gli interessi sui titoli di stato statunitensi a dieci anni, pari all’1,5%, si situano però a un livello sorprendentemente basso. Gli interessi sui titoli di stato decennali svizzeri hanno superato per breve tempo la soglia dello zero a inizio novembre, ma nel frattempo hanno nuovamente subito un lieve calo tornando a registrare valori negativi.

    Premi di rischio delle obbligazioni corporate

    In percentuale

    Il grafico rappresenta il differenziale dei rendimenti alla scadenza tra obbligazioni statali e corporate in dollari americani, euro e franchi. A marzo del 2020 questi premi di rischio, anche noti come spread, hanno subito un’impennata. Ciò significa che all’assunzione di un credito i debitori maggiormente esposti al rischio hanno dovuto pagare interessi maggiori rispetto agli emittenti statali, più sicuri. La ripresa dell’economia è stata accompagnata da una netta flessione dei premi di rischio richiesti, che sono nel frattempo tornati al di sotto del livello precrisi.
    Fonte: Bloomberg Barclays

    Anche il mercato delle obbligazioni corporate sembra finora essere immune al deterioramento delle previsioni legate all’inflazione. Gli utili, elevati anche per il terzo trimestre, conferiscono un’immagine di sicurezza alle aziende. I premi di rischio sulle obbligazioni societarie continuano ad esempio ad attestarsi a livelli decisamente bassi rispetto ai titoli di stato sicuri. La differenza tra il premio di rischio richiesto sulle obbligazioni corporate svizzere, nonché sulle obbligazioni corporate denominate in euro o in dollari americani, è nel frattempo aumentata ulteriormente.

  • Dopo una breve battuta di arresto a settembre, i mercati azionari, sospinti da chiusure trimestrali incoraggianti, hanno ripreso il loro andamento al rialzo facendo registrare nuovi massimi.

    Evoluzione indicizzata del mercato azionario in franchi

    100 = 01.01.2021

    Il grafico mostra l’evoluzione del valore nei dodici mesi scorsi sui mercati azionari Svizzera, Mondo e Paesi emergenti in franchi. In seguito alle vendite massicce della primavera 2020 si è verificata una fenomenale corsa alla ripresa. Dopo una battuta di arresto a settembre, le borse azionarie mostrano nuovamente un andamento al rialzo. Soltanto le azioni dei paesi emergenti proseguono a un ritmo nettamente inferiore.
    Fonte: SIX, MSCI

    Per la prima volta dall’inizio della corsa alla ripresa che ha seguito l’emergenza coronavirus, a settembre i mercati azionari internazionali non hanno raggiunto nuovi massimi. Questa battuta di arresto è però stata breve e già a ottobre le quotazioni hanno segnato un nuovo rialzo, superando i valori record registrati fino ad allora. Il mese scorso tale aumento è stato addirittura superiore al 5%. Da inizio anno le azioni a livello globale si collocano dunque intorno al +26%, mentre le azioni dei paesi emergenti risultano relativamente deboli.

    Valore di momentum dei singoli mercati

    In percentuale

    L’immagine mostra il valore di momentum di 17 tra i principali mercati azionari al mondo. Il momentum mette in relazione l’ultimo valore di misurazione con la media degli ultimi sei mesi. Dopo una breve interruzione a settembre, i mercati azionari hanno ricominciato la loro impressionante corsa alla ripresa durante lo stesso mese. Tutti i mercati azionari, ad eccezione dell’India e del Brasile, hanno segnato un miglioramento del proprio momentum rispetto al mese precedente.
    Fonte: MSCI

    Dopo che nel mese precedente le borse azionarie avevano evidenziato un calo del momentum su ampia scala, questa tendenza ha subito una nuova inversione grazie alle ottime chiusure trimestrali. Ad eccezione dell’India e del Brasile, nel corso dell’ultimo mese tutti i mercati azionari hanno ripreso slancio. Primo su tutti quello statunitense, seguito da quello canadese e olandese. Anche i mercati europei, tra cui quello svizzero, sono tornati a situarsi in territorio positivo. I paesi asiatici hanno invece incontrato qualche difficoltà: ciò vale soprattutto per la Cina, la cui congiuntura si è indebolita, ma anche la Corea e Taiwan hanno di nuovo segnato valori di momentum negativi.

    Rapporto prezzo/utile

    La figura mostra il rapporto prezzo/utile (RPU) per i mercati azionari Svizzera, Mondo e Paesi emergenti a partire dal 2000. L’RPU ha subito una forte contrazione in tutti e tre i mercati azionari in seguito all’ondata di vendite del mese di marzo 2020. Grazie alla corsa alla ripresa ha però potuto beneficiare nuovamente del rialzo dei corsi.
    Fonte: SIX, MSCI

    Con il rialzo delle quotazioni azionarie nello scorso mese, anche le valutazioni dei mercati azionari, calcolate sulla base del rapporto prezzo/utile (RPU), hanno ripreso ad aumentare sensibilmente. La valutazione delle azioni svizzere corrisponde intanto alla media internazionale, mentre per le azioni dei paesi emergenti è significativamente inferiore, con un RPU pari a 15. Le chiusure relative al terzo trimestre indicano di nuovo ottimi risultati in termini di utili, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa.

  • Nelle ultime settimane le quotazioni dei fondi immobiliari svizzeri hanno seguito un andamento altalenante. Con la recente impennata delle previsioni inflazionistiche, anche la domanda di immobili ha però segnato un notevole rialzo.

    Evoluzione indicizzata del valore dei fondi immobiliari svizzeri

    100 = 01.01.2021

    L’immagine mostra l’evoluzione media indicizzata del valore dei fondi immobiliari svizzeri quotati in borsa durante gli scorsi dodici mesi. Dal crollo dei mercati registrato a marzo si è assistito a una ripresa, anche se successivamente si è delineato per settimane un andamento laterale. A fine anno si è assistito a un vero e proprio boom, che ha portato a realizzare un rendimento di circa il 10% su base annua. Anche nell’anno in corso la domanda non ha subito rallentamenti. L’utile sui cambi si attesta attualmente al 7%.
    Fonte: SIX

    Negli scorsi mesi e settimane, l’andamento dei corsi per gli investimenti immobiliari svizzeri indicizzati è stato caratterizzato da forti fluttuazioni. A causa della tendenza decisamente negativa riscontrata, ottobre è risultato essere il mese peggiore da inizio anno. Da novembre le quotazioni hanno ripreso a salire in modo repentino, facendo registrare un rialzo considerevole in poco tempo.

    Sovrapprezzo su fondi immobiliari svizzeri e rendimenti alla scadenza a dieci anni

    In percentuale

    La figura mostra il rendimento alla scadenza delle obbligazioni di stato svizzere a dieci anni e il sovrapprezzo sugli immobili contenuti nei fondi immobiliari svizzeri dall’anno 2003. Questo sovrapprezzo, anche detto aggio, lo scorso anno ha subito un’impennata e a febbraio 2020 ha raggiunto nuovi massimi, prima di subire un drammatico crollo a marzo. Con la ripresa del mercato immobiliare svizzero e il ritorno al livello di inizio anno, anche gli aggi hanno ripreso a salire in modo massiccio da inizio 2021, raggiungendo nel frattempo nuovi massimi superiori al valore di 50.
    Fonte: SIX

    In seguito a importanti fluttuazioni dei corsi dei fondi immobiliari svizzeri indicizzati nell’ultimo mese, caratterizzate da una forte ripresa dopo un mese di ottobre deludente, le valutazioni sulla base dell’interesse a lungo termine continuano ad attestarsi a livelli elevati. Attualmente l’aggio medio sugli investimenti immobiliari svizzeri è pari al 45%.

    Tasso di sfitto e prezzi degli immobili

    100 = gennaio 2000 (a sinistra) e in percentuale (a destra)

    Il grafico riporta il tasso di sfitto degli immobili abitativi svizzeri e l’andamento dei prezzi di case unifamiliari, oggetti presi in locazione e appartamenti. Mentre i prezzi degli affitti e degli immobili relativi agli appartamenti negli ultimi cinque anni sono tendenzialmente diminuiti, il tasso di sfitto ha continuato a crescere senza sosta. Le difficoltà economiche legate all’emergenza coronavirus hanno fatto aumentare ulteriormente le superfici e i locali sfitti, soprattutto per quel che riguarda gli alloggi in locazione. Nel frattempo i prezzi delle case unifamiliari sono cresciuti ulteriormente.
    Fonte: BNS, UST

    Sulla scia degli eventi legati alla pandemia di coronavirus, le abitazioni hanno assunto una nuova rilevanza. L’elevata domanda di nuovi spazi abitativi non trova riscontro in termini di licenze edilizie, che restano ridotte, determinando così un ulteriore aumento della dinamica dei prezzi sul mercato immobiliare svizzero. Rispetto all’anno precedente, l’incremento dei prezzi delle case unifamiliari e degli appartamenti di proprietà corrisponde a più del 6%. Nel confronto internazionale il rincaro rimane tuttavia contenuto. I prezzi degli immobili statunitensi sono ad esempio aumentati più del 20% da inizio anno.

  • Valute

    Il franco svizzero risulta forte e compensa pertanto i tassi di inflazione più alti all’estero. Lo yen giapponese e la sterlina britannica si mostrano invece nuovamente deboli.

    Coppia di valuteCorsoPPA Area neutrale Valutazione
    Coppia di valute
    EUR/CHF
    Corso
    1,06
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,06
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,99 – 1,13
    Valutazione
    Euro neutrale
    Coppia di valute
    USD/CHF
    Corso
    0,92
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    0,83
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,73 – 0,94
    Valutazione
    USD neutrale
    Coppia di valute
    GBP/CHF
    Corso
    1,23
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,38
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    1,19 – 1,57
    Valutazione
    Sterlina neutrale
    Coppia di valute
    JPY/CHF
    Corso
    0,81
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,01
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    0,85 – 1,17
    Valutazione
    Yen sottovalutato
    Coppia di valute
    SEK/CHF
    Corso
    10,56
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    10,67
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    9,64 – 11,70
    Valutazione
    Corona neutrale
    Coppia di valute
    NOK/CHF
    Corso
    10,64
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    11,99
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    10,70 – 13,28
    Valutazione
    Corona sottovalutata
    Coppia di valute
    EUR/USD
    Corso
    1,15
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    1,27
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    1,11 – 1,44
    Valutazione
    Euro neutrale
    Coppia di valute
    USD/JPY
    Corso
    114,06
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    82,54
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    67,52 – 97,56
    Valutazione
    Yen sottovalutato
    Coppia di valute
    USD/CNY
    Corso
    6,39
    PPA  Parità del potere d’acquisto. Questa misura definisce un corso di cambio sulla base dell’andamento relativo dei prezzi.
    6,27
    Area neutrale  Estensione delle oscillazioni normali da un punto di vista storico.
    6,02 – 6,52
    Valutazione
    Renminbi neutrale

    Fonte: Web Financial Group

    L’elevata domanda di valute legate alle materie prime osservata il mese scorso è recentemente venuta meno. Un’eccezione in tal senso è il dollaro australiano, che ha guadagnato valore soprattutto rispetto al dollaro americano. Il franco svizzero è stata la valuta più richiesta nel mese scorso e, proprio alla luce dell’aumento delle preoccupazioni legate all’inflazione, ha beneficiato della sua reputazione di «porto sicuro». La valutazione della moneta svizzera resta comunque corretta nonostante il suo apprezzamento, una situazione riconducibile ai tassi d’inflazione nettante più elevati all’estero. La domanda è invece risultata bassa per lo yen giapponese e la sterlina britannica. Entrambe le valute hanno subito perdite.

    Oro

    Per la prima volta da giugno, il prezzo dell’oro per oncia troy ha superato la soglia di 1’850 dollari americani, evidenziando una reazione all’incremento della dinamica di inflazione a cui, finora, era sembrato del tutto immune.

    Evoluzione indicizzata del valore dell’oro in franchi

    100 = 01.01.2021

    La figura mostra l’evoluzione indicizzata del valore dell’oro in franchi svizzeri nel bilancio annuale. Il recente aumento dell’incertezza sui mercati, dovuto alla diffusione del coronavirus, ha fatto sì che l’oro, in quanto «porto sicuro», fosse molto richiesto. Dopo il valore record raggiunto ad agosto 2020, il prezzo per oncia troy ha mostrato tuttavia un andamento sempre più al ribasso. Solo a inizio novembre ha oltrepassato per la prima volta da giugno la soglia di 1’850 dollari americani per oncia troy.
    Fonte: Web Financial Group

    Il prezzo per oncia troy è a lungo rimasto al di sotto dei 1’800 dollari americani, una situazione che nemmeno l’aumento globale della dinamica di inflazione ha potuto cambiare. Questa tendenza è mutata a inizio novembre, quando il prezzo per oncia troy è aumentato fino ad attestarsi, per la prima volta negli ultimi cinque mesi, oltre i 1’850 dollari americani. Calcolato in franchi, il prezzo dell’oro si colloca pertanto nuovamente al livello di inizio anno.

La valutazione media di questa pagina è di %r di massimo cinque stelle. In totale sono presenti %t valutazioni.
Per la pagina è possibile esprimere una valutazione da una a cinque stelle. Cinque stelle corrisponde alla valutazione massima.
Grazie per la valutazione
Valutare l’articolo