Lasciare bitcoin e altre criptovalute in eredità: ecco come farlo correttamente

17.06.2026

Chi custodisce bitcoin e altre criptovalute se ne assume la piena responsabilità, anche in caso di decesso. Se si opta per una soluzione bancaria, le e gli eredi sanno a chi rivolgersi, mentre per le criptovalute custodite personalmente non esistono uffici di riferimento, processi o aiuti. A contare è solo la chiave privata e non trasmetterla significa non lasciare niente in eredità.

In breve

  • Le criptovalute fanno parte della pianificazione successoria, indipendentemente da dove vengono custodite.
  • Chi custodisce personalmente il proprio patrimonio in criptovalute deve garantire che le e gli eredi abbiano accesso alla private key o alla seed phrase, altrimenti i coin resteranno inaccessibili.
  • In caso di successione, un operatore regolamentato offre punti di contatto chiari e processi definiti.
  • Una pianificazione successoria completa comprende l’inventario del wallet, i dati di accesso, le indicazioni per le e gli eredi e una registrazione nel testamento.

Nascondere un lingotto d’oro senza dire a nessuno dove: più o meno è questo quello che succede quando non ci si occupa della pianificazione di un’eredità di criptovalute. Il patrimonio c’è, ma è inaccessibile. Vale quindi la pena chiarire per tempo come e dove custodire le proprie criptovalute e come garantirne l’accesso in caso di emergenza.

In caso di custodia indipendente, l’accesso dipende esclusivamente dalla seed phrase e dalla chiave privata. Se mancano queste informazioni, le e gli eredi non possono accedere al patrimonio. Se invece le criptovalute vengono custodite tramite un operatore svizzero regolamentato, in caso di eredità le e gli eredi hanno a disposizione un punto di contatto chiaro che ne supporta l’accesso e predispone processi definiti.

Perché bitcoin e altre criptovalute rappresentano un caso particolare quando si tratta di successione

In caso di azioni in deposito, la successione segue un iter regolamentato: la banca sa che il deposito esiste e le e gli eredi possono richiedere l’accesso con il certificato ereditario. Lo stesso vale per le criptovalute in custodia bancaria.

Diversa è la situazione per la custodia indipendente, perché in questo caso non esiste un’autorità centrale. La blockchain prevede come unica opzione l’accesso tecnico, che avviene tramite la cosiddetta private key  o la seed phrase .

Conoscere la chiave garantisce pieno accesso ai bitcoin e alle altre criptovalute, indipendentemente dal fatto di avere o meno diritto all’eredità.

Per lasciare in eredità una private key occorre documentare l’accesso in modo chiaro e comprensibile. Se manca questa preparazione, anche un grande patrimonio resta spesso indisponibile alle e gli eredi. Non si tratta di un errore di sistema, bensì del principio della custodia indipendente, ossia il controllo completo del proprio patrimonio, senza intermediario. In caso di successione, è proprio questa caratteristica a diventare il principale punto debole.

Cosa comprende l’eredità digitale di bitcoin e criptovalute

Tutto ciò che ha un valore online rientra nell’eredità digitale: account e-mail, credito su piattaforme, abbonamenti digitali, dati cloud e, sempre più spesso, criptovalute. Per la maggior parte dei valori digitali le e gli eredi possono richiedere l’accesso tramite l’operatore. Nel caso delle criptovalute, ciò dipende in modo decisivo da dove e come vengono custodite.

Se i crypto asset si trovano presso una banca o una criptoborsa, ovvero in un cosiddetto custodial wallet, è disponibile un punto di contatto. L’operatore custodisce i coin, l’accesso avviene tramite login, password e solitamente un’autenticazione a due fattori (2FA), ossia un codice dalla durata limitata che un’app genera sullo smartphone.

Quello che accade in caso di successione, tuttavia, dipende dal Paese in cui l’operatore è regolamentato e da come sono strutturati i relativi processi. Presso un istituto finanziario soggetto alla regolamentazione svizzera come PostFinance, i conti vengono automaticamente bloccati non appena la banca viene a conoscenza del decesso, al fine di tutelare le e gli eredi. L’accesso avviene su presentazione della documentazione richiesta per la legittimazione delle e degli eredi. Nell’articolo del blog «Operazioni bancarie in caso di decesso: cosa fare?» potete scoprire come vengono disciplinate nel dettaglio le operazioni bancarie in caso di decesso presso PostFinance.

Non tutti gli operatori bloccano i conti automaticamente e i processi in caso di successione possono variare notevolmente a seconda della piattaforma e della sede. Gli operatori stranieri non sempre hanno dimestichezza con le regolamentazioni in materia di successione vigenti in Svizzera e un certificato ereditario svizzero non è necessariamente considerato sufficiente nelle criptoborse estere.

Se invece il patrimonio in criptovalute si trova in un wallet privato, ovvero un non-custodial wallet, la responsabilità è esclusivamente della proprietaria o del proprietario. L’accesso avviene tramite la private key o la cosiddetta seed phrase, una sequenza di 12-24 parole comuni che vale come chiave generale per l’intero wallet. In caso di successione, le maggiori difficoltà sorgono spesso proprio in questo caso, se i dati di accesso non sono stati documentati e registrati in modo sicuro.

Criptovalute e successione: banca o criptoborsa e self-custody a confronto

TemaBanca/criptoborsa
(custodial)
Wallet privato
(self-custody)
Tema
Chi custodisce le criptovalute?
Banca/criptoborsa (custodial)
L’operatore
Wallet privato (self-custody)
La/il proprietaria/o
Tema
Esiste un punto di contatto per le/gli eredi?
Banca/criptoborsa (custodial)
Sì, presso l’operatore
Wallet privato (self-custody)
No
Tema
Di cosa hanno bisogno le/gli eredi?
Banca/criptoborsa (custodial)
Legittimazione (ad es. certificato ereditario)
Wallet privato (self-custody)
Seed phrase o private key
Tema
Cosa succede se mancano i dati di accesso?
Banca/criptoborsa (custodial)
L’operatore può avviare il processo
Wallet privato (self-custody)
Patrimonio definitivamente perso
Tema
Rischio in caso di successione
Banca/criptoborsa (custodial)
Basso
Wallet privato (self-custody)
Molto elevato

Patrimonio in criptovalute: ecco come scompare senza fare rumore

Spesso a mandare a monte l’eredità di criptovalute non è la tecnologia, ma la mancanza di preparazione. Le perdite possono essere causate da attacchi informatici, ma sono molto più frequenti le cause legate alle pratiche quotidiane: i dati di accesso non sono documentati, sono conservati male o non sono reperibili per le e gli eredi. Esempi tipici:

  • la seed phrase è in un cassetto, scritta su un foglietto di cui nessuno sa l’esistenza, che viene accidentalmente buttato durante un trasloco.
  • I dati di accesso a una criptoborsa si trovano in un Password Manager la cui password principale era nota solo alla persona deceduta.
  • L’hardware wallet è stato configurato correttamente, ma non sono stati forniti né il NIP né la seed phrase. Dopo aver inserito più volte il NIP errato, si può ripristinare l’apparecchio.

Il fulcro del problema è che la blockchain non rileva i casi di successione. In assenza di dati di accesso documentati e accessibili, il patrimonio in criptovalute rimane bloccato per le e gli eredi, in alcuni casi per sempre.

Bitcoin & Co. nel diritto successorio: cosa dice la legge

In linea di principio, in Svizzera le criptovalute sono ereditabili. L’interpretazione giuridica consolidata parte dal presupposto che i valori patrimoniali digitali come bitcoin, Ethereum ecc. sono soggetti al diritto successorio generale e con il decesso vengono trasferiti automaticamente alle e agli eredi.

Ciò che nessun tribunale può cambiare è che senza dati di accesso nessuno può disporre del patrimonio. Il testamento disciplina a chi appartiene il patrimonio in criptovalute, ma è la tecnologia a decidere se qualcuno può effettivamente accedervi. Entrambi i livelli devono essere regolamentati.

A ciò si aggiunge la questione della valutazione: il valore delle criptovalute può variare notevolmente tra il giorno del decesso e quello della divisione dell’eredità. L’eredità si basa sul corso di mercato al momento del decesso. L’Amministrazione federale delle contribuzioni pubblica a fine anno i valori fiscali ufficiali rilevanti per l’imposta sulla sostanza. Nella pratica, per la valutazione alla data del decesso si fa regolarmente riferimento ai corsi di mercato di piattaforme di trading riconosciute. Per sapere come vengono sostanzialmente gestite le criptovalute dal punto di vista fiscale, consultate l’articolo «Tassazione delle criptovalute: ecco come funziona».

Cosa comprende una buona pianificazione successoria

Una preparazione accurata consente di evitare la maggior parte dei problemi legati alle criptovalute in caso di successione. La pianificazione successoria non deve necessariamente essere complicata: l’importante è che sia completa, perché solo così è possibile garantire che le e gli eredi abbiano accesso al patrimonio in criptovalute sia dal punto di vista legale che pratico. Una soluzione bancaria come quella di PostFinance semplifica questo processo, perché i processi di successione regolamentati sono già integrati e le e gli eredi hanno un punto di contatto chiaro.

Creare un inventario completo del wallet

Chi possiede criptovalute dovrebbe documentare in modo completo i seguenti aspetti:

  • Tutte le criptoborse e le piattaforme su cui si detengono le criptovalute, indicando il nome dell’operatore e dell’utente.
  • Tutti i wallet software, ovvero le app su smartphone o computer, indicando nome dell’app e relativi dati di accesso.
  • Tutti i wallet hardware, indicando ubicazione dell’apparecchio, NIP e seed phrase. Inoltre, tutti i supporti di backup fisici ad esempio in metallo (cold wallet) con il relativo luogo di conservazione.
  • Lo smartphone con l’app 2FA: annotare il NIP di login del dispositivo e il nome dell’app 2FA.

L’ultima dichiarazione fiscale fornisce spesso un primo indizio sulla presenza o meno di posizioni cripto.

Conservare i dati di accesso in modo sicuro e accessibile

Mettete al sicuro la seed phrase su un hardware wallet o su un supporto metallico ignifugo  e conservate il tutto in una cassetta di deposito bancaria o in una cassaforte. Registrate i dati di accesso per borse e wallet software in un Password Manager cifrato, la cui password principale è nota a una persona di fiducia.

Cosa indicare e cosa non indicare nel testamento

La seed phrase e le private key non vanno inserite nel testamento, perché quest’ultimo durante la successione viene consultato da più persone ed è oggetto di una procedura pubblica. È invece fondamentale indicare se è disponibile un patrimonio in criptovalute, dove si trovano i relativi documenti (inventario del wallet con i dati di accesso) e chi è nominato come persona di fiducia o esecutore testamentario.

Scrivere una lettera alle e agli eredi

Il passo più pratico è spesso quello più personale: scrivere una lettera alle e agli eredi per spiegare quali sono i wallet e gli account esistenti, dove si trovano i dati di accesso, come si accede ai wallet e alle borse e chi contattare in caso di domande. Si tratta di una componente preziosa della successione perché fornisce un orientamento alle e agli eredi.

Redigere un mandato precauzionale

Il caso di decesso non è l’unico scenario da regolamentare: anche una possibile incapacità di discernimento dovuta a malattia, infortunio o demenza rientra nella previdenza. Con un mandato precauzionale la persona interessata può stabilire autonomamente chi può agire in un caso del genere e secondo quali principi deve essere gestito il patrimonio. Senza questo documento, l’Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) assume la competenza e nomina una curatrice o un curatore che potrebbe non disporre di conoscenze specialistiche specifiche sulle criptovalute.

Designare e informare una persona di fiducia

È opportuno designare una persona di fiducia che possa fungere da prima persona di contatto in caso di emergenza. Non deve necessariamente essere una persona esperta di criptovalute, ma dovrebbe essere affidabile e pronta a ricorrere a un supporto specializzato in caso di necessità.

L’eredità di bitcoin e criptovalute: dall’ostacolo tecnico al valore duraturo

Un’eredità digitale raramente va a monte per motivi legali, ma quasi sempre per mancanza di preparazione. Mentre il diritto successorio definisce il quadro generale, solo un piano di successione completo può garantire che i crypto asset giungano effettivamente ai vostri cari. Chi pianifica per tempo, trasforma un rischio tecnico in una sicurezza duratura. Inoltre, l’articolo del blog «Ecco perché PostFinance integra il commercio di criptovalute nella sua offerta» illustra gli aspetti strategici di una soluzione bancaria.

Domande frequenti sull’eredità di criptovalute

  • Potete menzionare bitcoin e altri crypto asset nel testamento e assegnarli a una persona. Senza i dati tecnici di accesso, ovvero private key o seed phrase, le e gli eredi non possono accedere ai coin. Il testamento da solo perciò non basta.

  • Senza private key o seed phrase nessuno può accedere a un wallet in custodia indipendente. Le criptovalute rimangono tecnicamente sulla blockchain, ma in pratica non sono più disponibili. Dato che per la custodia indipendente non esiste un processo di ripristino né un punto di contatto centrale, le e gli eredi non possono accedere ai valori.

  • No. Durante la successione il testamento viene consultato da più persone ed è oggetto di una procedura pubblica. La seed phrase va inserita in un documento separato e ben sigillato. Nel testamento è indicato solo dove si trova questo documento.

  • Dopo il decesso, PostFinance blocca automaticamente i conti non appena viene a conoscenza del caso di decesso. Le e gli eredi possono accedervi su presentazione della documentazione che ne attesta la legittimazione nell’ambito di un processo regolamentato. Nel caso di un wallet privato, l’intera responsabilità spetta alla proprietaria o al proprietario. Solo questa persona può consentire l’accesso, non esiste un punto di contatto.

  • Senza un mandato precauzionale, l’Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) nomina una curatrice o un curatore che spesso non è specializzata/o in criptovalute. Con un mandato precauzionale la persona interessata stabilisce autonomamente chi agisce in questo caso e secondo quali principi.

  • La pianificazione successoria dovrebbe essere sempre aggiornata. Ogni nuovo wallet o account deve essere integrato immediatamente, poiché un inventario obsoleto non è di alcuna utilità in caso di emergenza.

  • L’esecutore testamentario è una persona nominata ufficialmente nel testamento che attua le volontà testamentarie. La persona di fiducia è invece la prima a poter agire e coordinare in caso di emergenza, anche prima del decesso. Può essere la stessa persona designata nel mandato precauzionale per il caso di incapacità di discernimento. Entrambi i ruoli possono essere assunti dalla stessa persona, ma non è obbligatorio.

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