Cosa comprende l’eredità digitale di bitcoin e criptovalute
Tutto ciò che ha un valore online rientra nell’eredità digitale: account e-mail, credito su piattaforme, abbonamenti digitali, dati cloud e, sempre più spesso, criptovalute. Per la maggior parte dei valori digitali le e gli eredi possono richiedere l’accesso tramite l’operatore. Nel caso delle criptovalute, ciò dipende in modo decisivo da dove e come vengono custodite.
Se i crypto asset si trovano presso una banca o una criptoborsa, ovvero in un cosiddetto custodial wallet, è disponibile un punto di contatto. L’operatore custodisce i coin, l’accesso avviene tramite login, password e solitamente un’autenticazione a due fattori (2FA), ossia un codice dalla durata limitata che un’app genera sullo smartphone.
Quello che accade in caso di successione, tuttavia, dipende dal Paese in cui l’operatore è regolamentato e da come sono strutturati i relativi processi. Presso un istituto finanziario soggetto alla regolamentazione svizzera come PostFinance, i conti vengono automaticamente bloccati non appena la banca viene a conoscenza del decesso, al fine di tutelare le e gli eredi. L’accesso avviene su presentazione della documentazione richiesta per la legittimazione delle e degli eredi. Nell’articolo del blog «Operazioni bancarie in caso di decesso: cosa fare?» potete scoprire come vengono disciplinate nel dettaglio le operazioni bancarie in caso di decesso presso PostFinance.
Non tutti gli operatori bloccano i conti automaticamente e i processi in caso di successione possono variare notevolmente a seconda della piattaforma e della sede. Gli operatori stranieri non sempre hanno dimestichezza con le regolamentazioni in materia di successione vigenti in Svizzera e un certificato ereditario svizzero non è necessariamente considerato sufficiente nelle criptoborse estere.
Se invece il patrimonio in criptovalute si trova in un wallet privato, ovvero un non-custodial wallet, la responsabilità è esclusivamente della proprietaria o del proprietario. L’accesso avviene tramite la private key o la cosiddetta seed phrase, una sequenza di 12-24 parole comuni che vale come chiave generale per l’intero wallet. In caso di successione, le maggiori difficoltà sorgono spesso proprio in questo caso, se i dati di accesso non sono stati documentati e registrati in modo sicuro.