Tassazione delle criptovalute: ecco come funziona

09.08.2024

Al pari di tutti gli altri investimenti patrimoniali, anche le criptovalute sono soggette alla dichiarazione fiscale annua-le. Ma cosa richiede concretamente l’ufficio delle imposte? Conoscere le regole può aiutare a evitare errori costosi. Di seguito mostriamo in sintesi quali utili sono esenti da imposta e quali valori devono essere obbligatoriamente indicati in sede di dichiarazione fiscale.

In breve

  • Le criptovalute sono soggette all’imposta sulla sostanza: occorre dichiararne il valore di borsa al 31 dicembre.
  • Gli utili sui corsi realizzati in ambito privato sono, di norma, esenti da imposta; i proventi derivanti da staking o mining sono, invece, imponibili come reddito.
  • Il confine con l’attività di negoziazione professionale è sottile: qualora venga superato, gli utili sono soggetti all’obbligo fiscale.

Situazione giuridica: criptovalute e imposte

Per i contribuenti svizzeri la situazione di partenza nel confronto internazionale è soddisfacente. Il nostro sistema fiscale è fondamentalmente favorevole alle criptovalute, a condizione che le disposizioni vigenti siano conosciute e rispettate. Innanzitutto è fondamentale dichiarare correttamente le proprie giacenze digitali. L’omissione delle criptovalute nella dichiarazione fiscale costituisce evasione fiscale e può comportare imposte supplementari e sanzioni. Ma non c’è da preoccuparsi: la dichiarazione è solitamente meno complicata di quanto si pensi.

Imposta sulla sostanza: dichiarare il possesso di criptovalute

In Svizzera i cripto-asset come bitcoin, Ether o Solana sono soggetti all’imposta sulla sostanza. L’ufficio delle imposte equipara i coin e token digitali a depositi bancari, azioni o denaro contante, al pari di un «patrimonio di capitale mobile». Pertanto, tutte le criptovalute devono essere indicate nell’elenco dei titoli allegato alla dichiarazione fiscale.

31 dicembre: giorno di riferimento determinante

Per il calcolo dell’imposta sulla sostanza è determinante il valore di mercato al termine del periodo fiscale, ossia di norma il 31 dicembre. Non ha importanza se avete acquistato i coin a gennaio e se in estate avete avuto utili contabili elevati: se il corso crolla entro la fine dell’anno, dovrete tassare solo il valore più basso. Viceversa, in caso di rialzo, il vostro patrimonio imponibile aumenterà di conseguenza.

Qual è la quotazione delle criptovalute?

L’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) pubblica nel proprio elenco dei corsi (ICTax) le quotazioni ufficiali di fine anno per le criptovalute più comuni. Ciò agevola notevolmente la compilazione della dichiarazione fiscale.

  • Verificate se la vostra valuta è riportata nella lista ICTax dell’AFC.
  • Se sì, utilizzate questo valore in franchi per unità.
  • In caso contrario, prendete la quotazione di fine anno di una grande piattaforma riconosciuta come CoinMarketCap o Coingecko, convertendola se necessario in franchi svizzeri.

In caso di coin particolarmente esotici per cui non è possibile rilevare alcun valore di mercato (ad es. per progetti completamente nuovi o token illiquidi), occorre dichiarare almeno il prezzo di acquisto. Un valore pari a «zero» è ammesso dall’ufficio delle imposte solo se è possibile dimostrare che il token è privo di valore.

Imposta sul reddito: utili di capitale vs ricavi

Mentre l’imposta sulla sostanza è relativamente facile da calcolare (valore per quotazione), l’imposta sul reddito solleva la maggior parte delle domande. In questo caso occorre distinguere nettamente due categorie: utili di capitale e ricavi.

Utili di capitale: per lo più esenti da imposta

È questo l’aspetto che rende la Svizzera così interessante per chi investe in criptovalute. Gli utili di capitale derivanti dalla vendita di patrimoni privati, infatti, sono esenti da imposta.

Un esempio: a marzo acquistate un bitcoin per CHF 40’000.–; a novembre il corso aumenta e vendete questo bitcoin per CHF 70’000.–. L’utile di CHF 30’000.– vi spetta interamente e non è soggetto ad alcuna imposta sul reddito. Que-sto principio vale per tutte le valute, che si tratti di bitcoin, ether o di piccoli altcoin, purché l’attività sia qualificata come gestione patrimoniale privata e non come negoziazione professionale (seguono ulteriori informazioni).

Importante: anche le perdite restano nell’ambito privato. Se con il bitcoin sopra indicato, invece di realizzare un utile, subite una perdita di CHF 10’000.–, non potrete dedurla dal vostro reddito imponibile.

I ricavi da criptovalute sono soggetti a imposta

Diversamente dagli utili sui cambi, i ricavi da attività che comportano l’afflusso di nuovi coin o token sono soggetti all’imposta sul reddito al pari di interessi o di dividendi: questi ricavi sono assimilabili agli interessi su un conto di risparmio o ai dividendi delle azioni e sono soggetti all’imposta sul reddito.

Rientrano tra i redditi imponibili:

  • Mining: se per la messa a disposizione della potenza di calcolo ricevete una ricompensa con nuovi coin, il valore di mercato al momento dell’afflusso costituisce reddito.
  • Staking: le blockchain che puntano sul «proof of stake» (come Ethereum) ricompensano con nuovi coin le in-vestitrici e gli investitori che bloccano («attirano») i propri coin nella rete. La tassazione delle ricompense di staking è un tema chiave: ogni ricompensa ricevuta deve essere tassata al valore della ricezione come reddi-to.
  • Airdrops: se ricevete gratuitamente nuovi token nel vostro wallet (ad es. nell’ambito di una campagna pro-mozionale di un nuovo progetto), questi costituiscono un incremento del patrimonio imponibile.
  • Lending: se prestate i vostri coin tramite le piattaforme DeFi  e ricevete interessi, questi sono imponibili; tutte le attività che comportano un afflusso di nuovi coin sono soggette all’imposta sul reddito.

Esempio di calcolo dello staking

Possedete 32 ether e fate staking; nel corso dell’anno riceverete in totale 1,5 ether come ricompensa, che al momento dell’accredito ammonta a un valore complessivo di CHF 3500.–. Tale importo deve essere indicato nella dichiarazione fiscale come «ricavi da titoli» e aumenta il vostro reddito imponibile, proprio come il vostro salario.

Rischio: qualificazione come negoziazione professionale

L’esenzione fiscale sugli utili di capitale presenta un’importante limitazione: vale solo per l’amministrazione patrimoniale privata. Non appena l’autorità fiscale classifica le vostre attività come «negoziazione di titoli a livello professionale», la situazione cambia radicalmente.

In questo caso, gli utili da capitale vengono tassati come reddito derivante da attività lucrativa indipendente, con conseguente assoggettamento non solo all’imposta sul reddito, ma anche agli oneri sociali (AVS/AI/IPG) che gravano sull’utile. Questo può aumentare notevolmente il carico fiscale.

Quando si è considerati trader professionisti?

La delimitazione non è sempre netta; le autorità fiscali verificano il singolo caso. Tuttavia, per garantire la certezza del diritto, nella circolare n. 36 l’AFC ha definito cinque criteri (le cosiddette «regole safe haven»). Chi soddisfa tutti questi criteri sarà sicuramente considerato un investitore privato:

  • Periodo di detenzione: i titoli (coin) vengono mantenuti per almeno sei mesi prima di essere venduti.
  • Volume di transazioni: il volume totale delle transazioni (acquisti e vendite sommati) nell’anno civile non de-ve superare di più di cinque volte la giacenza dei titoli e l’avere disponibile all’inizio del periodo fiscale.
  • Sostentamento: gli utili di capitale non sono necessari per provvedere al vostro sostentamento (costituisco-no meno del 50% del vostro reddito netto).
  • Capitale di terzi: non investite a credito. L’acquisto di criptovalute è interamente finanziato con un patrimo-nio proprio.
  • Derivati: non utilizzate derivati (futures, opzioni) a scopo puramente speculativo, ma al massimo per coprire il vostro deposito.

Attenzione

Anche se uno o più di questi criteri (ad es. volume maggiore o trading a breve termine) vengono violati, non sarete classificati automaticamente come professionisti. L’Amministrazione delle contribuzioni esamina il quadro generale. Chi, invece, opera in modo sistematico, utilizzando capitale di terzi e con frequenza elevata per ottenere profitti regolari, si muove su un terreno scivoloso.

Non tutte le investitrici e tutti gli investitori attivi sono automaticamente trader professionisti: il commercio profes-sionale di titoli rappresenta un’eccezione e non la regola. Solo nel caso di un trading sistematico e frequente con un’intenzione di acquisto chiaramente riconoscibile, la situazione diventa critica dal punto di vista fiscale. Determi-nante è il quadro complessivo delle attività
Kay Waefler, Digital Assets Manager

Casi speciali: DeFi, NFT e Key

DeFi e liquidity mining

Il settore della finanza decentralizzata (DeFi) è complesso. Se trasferite coppie di token in un liquidity pool, spesso ricevete in cambio i «liquidity provider token» (token LP). Dal punto di vista fiscale, tali operazioni possono essere considerate come una vendita dei coin originari, con possibili implicazioni fiscali. Inoltre, i ricavi derivanti da questi pool (le ricompense) costituiscono reddito imponibile. È quindi essenziale mantenere una documentazione precisa e completa.

NFT (non-fungible token)

Anche le opere d’arte digitali o i pezzi da collezione sulla blockchain rappresentano un patrimonio. La valutazione può risultare complessa, poiché molti NFT sono illiquidi. In assenza di un valore di mercato ufficiale, di norma si applica il prezzo d’acquisto. Ad esempio, se avete acquistato un NFT per CHF 500.– e oggi il suo valore teorico è CHF 50’000.–, ma non lo avete venduto, il prezzo d’acquisto rimane determinante ai fini patrimoniali fino a quando non si verifica una vendita o non viene stabilito un chiaro valore di mercato. Attenzione: se create e vendete voi stessi NFT, come creator, il vostro reddito è generalmente considerato professionale.

Perdita delle private key

La perdita dell’accesso al proprio wallet (private key) costituisce, dal punto di vista fiscale, un vero e proprio incubo, poiché di fatto non si dispone più del proprio patrimonio. Tuttavia, per far valere tale perdita a fini fiscali, è necessario dimostrare in modo credibile che l’accesso è definitivamente perduto. Una semplice dichiarazione non è sufficiente per l’ufficio delle imposte.

Consigli per la dichiarazione fiscale delle criptovalute

La paura della dichiarazione fiscale spesso supera l’impegno effettivo. Con un’adeguata preparazione, la tassazione delle criptovalute in Svizzera risulta gestibile.

 

Errori da evitare

  • Documentazione incompleta: l’ufficio delle imposte può richiedere informazioni fino a dieci anni indietro. Conservate tutti i giustificativi.
  • Corsi di cambio errati: utilizzate i corsi di fine anno ufficiali; quelli determinati autonomamente attirano l’attenzione.
  • Wallet nascosti: la blockchain è per lo più trasparente; tentare di nascondere i wallet non vale la pena ed è perseguibile.
  • Mix di strategie: fate distinzione tra detenzione a lungo termine (HODLing) e trading a breve termine, ideal-mente separando i wallet.

Utilizzo di strumenti tecnici

Molte piattaforme internazionali forniscono report fiscali, che però non sempre sono perfettamente conformi alla normativa svizzera. Generalmente, tali report vengono accettati come allegati dagli uffici cantonali.

Negoziare criptovalute in modo semplice e sicuro

Con la soluzione per criptovalute PostFinance, è possibile investire in bitcoin & Co. direttamente in e-finance o nella PostFinance App. Il vantaggio fiscale? Grazie a un’attestazione chiara del patrimonio alla fine dell’anno, i valori vengono automaticamente riportati nella dichiarazione fiscale, evitando complicate tabelle Excel o ricerche di quotazioni.

Conclusione: sapere cosa conta

Le criptovalute sono ormai una realtà, anche per quanto riguarda la dichiarazione fiscale. Le regole per il 2026 sono più chiare rispetto agli anni precedenti. In linea generale, la trasparenza costituisce la migliore protezione. Dichiarate le vostre giacenze patrimoniali e i ricavi nel reddito, approfittando del privilegio degli utili di capitale esenti da imposta, che rende la Svizzera particolarmente interessante a livello internazionale.

Per situazioni complesse, movimentazione di somme elevate, staking su larga scala o incertezza sulle operazioni, è consigliabile rivolgersi a una consulenza fiscale specializzata. In definitiva, anche in materia fiscale vale la regola: sapere cosa conta.

Avvertenze legali

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce una consulenza fiscale o in materia d’investimenti. Le leggi fiscali e la prassi delle autorità possono variare a seconda del Cantone. PostFinance non fornisce alcuna garanzia sulla correttezza o completezza delle informazioni. Le criptovalute sono volatili; il rischio ricade esclusivamente su chi investe.

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