Economia: l’economia statunitense riprende quota

Vaccinazioni a ritmo serrato, estesi allentamenti delle misure, ripresa del mercato del lavoro, terzo pacchetto congiunturale: le previsioni per l’economia statunitense sono rosee e presto dovrebbe essere possibile raggiungere nuovamente il livello pre-crisi. In Europa, invece, le prospettive sono molto più incerte.

  • Nel quarto trimestre 2020 l’economia svizzera è cresciuta dello 0,3%, nonostante l’inasprimento delle misure contro la diffusione del coronavirus. A ciò ha contribuito da un lato la buona dinamica delle esportazioni, che sono aumentate di circa il 6% rispetto al trimestre precedente, e dall’altro il calo delle spese per i consumi, molto più contenuto di quello registrato durante il primo lockdown. Questo ha confermato ancora una volta che col perdurare della crisi si rinuncia sempre meno ai consumi, spendendo il denaro nei settori in cui è ancora possibile farlo. Questa tendenza non sembra essersi arrestata neanche con il nuovo anno: nonostante le chiusure dei negozi dal 18 gennaio, il commercio al dettaglio ha registrato nel primo mese del 2021 un calo del fatturato pari a solo il –0,5% rispetto all’anno precedente. Di conseguenza, anche nel corso del primo trimestre il crollo economico dovrebbe essere molto inferiore rispetto al primo lockdown.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    Il grafico mostra la crescita annua effettiva del prodotto interno lordo (PIL) svizzero dal 1995, il relativo trend a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica si aggirerà intorno allo 0%.
    Fonte: Bloomberg
  • L’economia statunitense sta ritrovando forte slancio, in particolare per tre motivi. In primo luogo il governo è molto generoso anche sotto la guida del nuovo presidente: di recente è stato varato un terzo cospicuo pacchetto congiunturale di 1’900 miliardi di dollari, che prevede tra l’altro versamenti diretti pari a 1’400 dollari destinati a gran parte della popolazione. In secondo luogo a questa somma si aggiungono all’incirca 1’700 miliardi di dollari che la popolazione ha finora risparmiato a causa delle limitate possibilità di consumo. In terzo luogo il programma vaccinale degli Stati Uniti procede a ritmo serrato, consentendo un allentamento delle misure adottate. Questi aspetti stanno creando le condizioni affinché il denaro risparmiato e i trasferimenti statali possano essere spesi. Di conseguenza a gennaio i fatturati del commercio al dettaglio hanno superato del 7,4% il valore dello stesso mese del 2020.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    La figura mostra la crescita del PIL reale negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni ’90, il relativo trend a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica si aggirerà intorno al 3%. Tuttavia l’indicatore non rileva l’intera entità della crisi ed è attualmente un po’ troppo ottimistico.
    Fonte: Bloomberg
  • Per quanto concerne la congiuntura economica, la zona euro è al momento molto indietro rispetto agli Stati Uniti. Sebbene vari paesi abbiano adottato già da mesi severe misure contro la diffusione del virus, il pericolo di una terza ondata rende impossibile allentare le restrizioni impedendo la ripresa economica. Inoltre, diversamente dalla prima ondata, i paesi dell’Europa centro-orientale sono stati colpiti nella stessa misura dei paesi dell’Europa meridionale già provati dalla situazione. In Germania, ad esempio, il crollo del commercio al dettaglio registrato a gennaio, pari al –8,7% rispetto all’anno scorso, è stato molto più violento che nel primo lockdown. In Austria, con il –16,8%, il calo delle vendite del commercio al dettaglio è stato particolarmente drammatico. Il settore industriale fa invece ben sperare: il clima è a livelli record e a gennaio, con un +0,1% nel confronto annuale, la produzione è riuscita a registrare la prima crescita dall’inizio della crisi.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    La figura mostra la crescita del PIL reale, il relativo trend e un clima congiunturale anticipatore in relazione alla zona euro dal 1995. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica si aggirerà intorno allo 0%. Tuttavia l’indicatore non rileva l’intera entità della crisi ed è estremamente ottimistico per il primo trimestre.
    Fonte: Bloomberg
  • Gli indici economici della Cina forniscono attualmente un quadro ambiguo: da un lato gli indicatori di tendenza dell’industria e del settore dei servizi delineano la fine dell’euforia che ha contraddistinto i mesi precedenti, mentre dall’altro la produzione industriale a gennaio e febbraio è stata del 35% superiore al valore dell’anno precedente, mentre le esportazioni hanno registrato addirittura un +60%. Anche tenendo conto del fatto che la Cina era in lockdown a gennaio e febbraio dell’anno scorso, i numeri dell’industria e delle esportazioni sono molto alti.

    Malgrado sia stata colpita duramente dal coronavirus, la performance economica brasiliana del quarto trimestre ha segnato solo un –1,1% rispetto ai livelli pre-crisi. La rapida ripresa è stata però possibile grazie a politiche monetarie e fiscali non durature. Il debito pubblico si avvicina alla soglia del 90% del PIL, un valore altissimo per un paese emergente. A febbraio l’inflazione è salita per la nona volta consecutiva, toccando di recente il 5,2% e costringendo la banca centrale a un aumento dei tassi d’interesse. Questo intervento mette però in pericolo la ripresa economica.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    Il grafico mostra la crescita del PIL reale, il relativo trend e un clima congiunturale anticipatore riferiti a una media dei paesi emergenti dal 1995. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica si aggirerà intorno al 3%.
    Fonte: Bloomberg

Dati congiunturali globali

IndicatoriSvizzeraUSAZona euroGBGiapponeIndiaBrasileCina  
Indicatori
PIL A/A 2020T3
Svizzera
–1,4%
USA
–2,8%
Zona euro
–4,2%
GB
–8,7%
Giappone
–5,8%
India
–7,3%
Brasile
–3,9%
Cina  
4,9%
Indicatori
PIL A/A 2020T4
Svizzera
–1,6%
USA
–2,4%
Zona euro
−4,9%
GB
–7,8%
Giappone
–1,4%
India
0,4%
Brasile
–1,1%
Cina  
6,5%
Indicatori
Clima congiunturale
Svizzera
=
USA
+
Zona euro
=
GB
+
Giappone
=
India
+
Brasile
+
Cina  
+
Indicatori
Crescita tendenziale
Svizzera
1,4%
USA
1,6%
Zona euro
0,9%
GB
1,6%
Giappone
1,0%
India
5,0%
Brasile
1,0%
Cina  
4,2%
Indicatori
Inflazione
Svizzera
–0,5%
USA
1,7%
Zona euro
0,9%
GB
0,7%
Giappone
−0,6%
India
5,0%
Brasile
5,2%
Cina  
−0,2%
Indicatori
Tassi d’interesse guida
Svizzera
–0,75%
USA
0,25%
Zona euro
0,00%
GB
0,10%
Giappone
–0,10%
India
4,00%
Brasile
2,00%
Cina  
3,85%
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