Economia: il crescente numero di casi di coronavirus sta nuovamente mettendo in pericolo i consumi

In molti paesi industrializzati i consumi hanno avuto un andamento molto positivo durante l’estate, ma c’è da temere che questa tendenza possa essere pregiudicata dalla recente impennata della curva di contagi da COVID-19. Anche l’industria non vede ancora la luce alla fine del tunnel. Un segnale positivo nella congiuntura mondiale è rappresentato dalla Cina.

  • L’economia svizzera in generale continua a trovarsi lungo la via della ripresa, ma le differenze tra i singoli settori restano importanti. Tra i fortunati troviamo ad esempio i commercianti del settore alimentare che con un +8,4% ad agosto hanno superato nettamente i fatturati dello scorso anno. Il fatto che quest’estate la popolazione abbia viaggiato meno all’estero è tra i benefici a loro vantaggio.

    Tra i più svantaggiati troviamo invece l’industria (fatta eccezione per il settore farmaceutico), le cui esportazioni sono state anche ad agosto circa il 10% inferiori rispetto al livello di gennaio. Ancora più colpito è il settore del turismo. Il numero di partenze dall’aeroporto di Zurigo è stato ultimamente solo poco più di un terzo dell’anno precedente. Considerato il pessimismo nei settori con ingente impiego di personale come l’industria, il turismo e la ristorazione sorprende che il mercato del lavoro svizzero resti finora incredibilmente solido.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    Il grafico mostra la crescita annua effettiva del prodotto interno lordo (PIL) svizzero dal 1995, il relativo trend a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica si aggirerà intorno al –0,5%. A fronte dell’emergenza coronavirus, però, l’indicatore appare al momento troppo ottimista.
    Fonte: Bloomberg
  • La ripresa dell’industria americana è stagnante. Il numero di ordini ricevuti ad agosto è stato del –6,8% nel confronto annuale e non è riuscito ad aumentare neanche rispetto a luglio. Lo sfruttamento della capacità è persino leggermente calato nel mese di settembre. Con il –13%, nel confronto annuale anche le esportazioni americane si sono attestate ad agosto ben al di sotto del livello pre-crisi.

    Tuttavia, con un 18% il peso dell’industria sull’economia globale è relativamente modesto negli USA. Più decisivo per la congiuntura è pertanto l’andamento dei dati sui consumi, che a settembre hanno sorpreso in positivo. Sebbene secondo i sondaggi la propensione agli acquisti sia modesta, con un +5,4% i fatturati nel commercio al dettaglio si sono attestati nettamente al di sopra del livello dell’anno precedente. Il commercio al dettaglio beneficia negli USA del fatto che molte famiglie hanno ricevuto generosi sussidi diretti nell’ambito di un ampio pacchetto di misure congiunturali stanziato dal governo statunitense.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    La figura mostra la crescita del PIL reale negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni ’90, il relativo trend a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. Per il prossimo futuro, il nostro indicatore congiunturale lascia presagire una crescita economica del 2,5%. A fronte dell’emergenza coronavirus, però, l’indicatore appare decisamente troppo ottimista.
    Fonte: Bloomberg
  • Anche nella zona euro i fatturati hanno registrato nel confronto annuale un andamento positivo nel commercio al dettaglio, con il +4% ad agosto. Tenendo conto di un nuovo lockdown e della mancanza di turisti, persino in Spagna i fatturati sono stati migliori del previsto. L’esempio della Spagna testimonia che anche qualora dovessero essere emanate nuove misure di contenimento, i consumatori non reagiranno più con la stessa sensibilità e i consumi diminuiranno in misura minore rispetto alla scorsa primavera. Ciononostante, con ogni probabilità la nuova impennata di casi di coronavirus bloccherà l’ulteriore ripresa economica in molti paesi europei.

    L’inflazione resta ancora molto bassa anche a settembre. Con lo 0,2% l’inflazione di base, misurata su un paniere senza beni con prezzi volatili, è scesa persino al livello più basso mai misurato. La Banca centrale europea si atterrà pertanto alla sua politica monetaria estremamente espansiva e in particolare al suo programma di acquisto di obbligazioni.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    La figura mostra la crescita del PIL reale, il relativo trend e un clima congiunturale anticipatore in relazione alla zona euro dal 1995. Per il prossimo futuro, il nostro indicatore congiunturale lascia presagire una crescita economica dello 0%. A fronte dell’emergenza coronavirus, però, l’indicatore appare troppo ottimista.
    Fonte: Bloomberg
  • Secondo le statistiche ufficiali, nel terzo trimestre l’economia cinese è cresciuta del 4,9% rispetto all’anno precedente. L’emergenza coronavirus sembra non lasciare più tracce nell’industria e nelle esportazioni. A settembre le esportazioni sono aumentate del 10% rispetto allo scorso anno, ma anche le importazioni hanno registrato una forte crescita del 13,2%, che fa pensare a una congiuntura interna in ripresa. In effetti i consumi, che da tempo zoppicavano, sono di recente tornati a salire. Contrariamente all’industria, i consumi registrano tuttavia una lacuna significativa rispetto alla situazione pre-crisi.

    Nonostante il calo della performance economica di quasi il 24% nel secondo trimestre, il governo indiano si mantiene molto cauto nello stanziamento di misure di stimolo. L’attuale pacchetto di sostegno ammonta solo all’1% del PIL. I paesi emergenti devono essere prudenti perché altrimenti rischiano di perdere credibilità tra gli investitori internazionali. Ci si chiede anche quanto servirebbe un pacchetto fiscale, fintanto che la crisi sanitaria difficilmente permetterà più attività.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    Il grafico mostra la crescita del PIL reale, il relativo trend e un clima congiunturale anticipatore riferiti a una media dei paesi emergenti dal 1995. Per il prossimo futuro, il nostro indicatore congiunturale lascia presagire una crescita economica del 4% circa. A fronte dell’emergenza coronavirus, però, l’indicatore appare troppo ottimista.
    Fonte: Bloomberg

Dati congiunturali globali

IndicatoriSvizzeraUSAZona euroGBGiapponeIndiaBrasileCina  
Indicatori
PIL A/A 2020T2
Svizzera
−8,3%
USA
−9,0%
Zona euro
−14,7%
GB
−21,5%
Giappone
−9,9%
India
−23,9%
Brasile
−11,4%
Cina  
3,2%
Indicatori
PIL A/A 2020T3
Svizzera
n.a.
USA
n.a.
Zona euro
n.a.
GB
n.a.
Giappone
n.a.
India
n.a.
Brasile
n.a.
Cina  
4,9%
Indicatori
Clima congiunturale
Svizzera
+
USA
+
Zona euro
+
GB
+
Giappone
+
India
+
Brasile
+
Cina  
+
Indicatori
Crescita tendenziale
Svizzera
1,4%
USA
1,7%
Zona euro
0,8%
GB
1,6%
Giappone
1,0%
India
5,0%
Brasile
1,0%
Cina  
4,3%
Indicatori
Inflazione
Svizzera
−0,8%
USA
1,4%
Zona euro
−0,3%
GB
0,2%
Giappone
0,2%
India
7,3%
Brasile
3,1%
Cina  
1,7%
Indicatori
Tassi d’interesse guida
Svizzera
–0,75%
USA
0,09%
Zona euro
0,00%
GB
0,10%
Giappone
−0,10%
India
4,00%
Brasile
2,00%
Cina  
4,35%
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