Economia: l’inflazione statunitense continua a crescere

Le previsioni congiunturali rimangono positive e i tassi d’inflazione aumentano ulteriormente in tutto il mondo. Mentre nei paesi emergenti le banche centrali reagiscono a questi sviluppi incrementando i tassi, nelle grandi zone monetarie mantengono un atteggiamento più prudente.

  • Anche con l’arrivo dell’autunno, l’economia svizzera attraversa un periodo caratterizzato da condizioni favorevoli e l’industria del nostro paese beneficia della massiccia domanda di beni a livello mondiale. Le difficoltà di approvvigionamento si rispecchiano negli indicatori anticipatori, che si attestano a livelli molto elevati. Inoltre, i consumatori svizzeri si dimostrano ancora propensi a spendere. A settembre i fatturati del commercio al dettaglio hanno nuovamente segnato un lieve incremento, attestandosi così a 2,5% in più rispetto all’anno scorso.
    Anche in Svizzera il tasso d’inflazione è in crescita. Con un valore dell’1,2% a ottobre, continua tuttavia a collocarsi a livelli bassi. Ciò è riconducibile da un lato allo scarso peso dei prezzi dell’energia sui prezzi al consumo in Svizzera e, dall’altro, al fatto che nel nostro paese l’inflazione si situava a livelli nettamente più bassi rispetto ad altri prima di segnare un rialzo: fino alla primavera del 2020 era infatti pari al −1,5%.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    Il grafico mostra la crescita annua effettiva del prodotto interno lordo (PIL) svizzero dal 1995, il relativo trend a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica sarà di poco inferiore al 4%. A causa degli effetti della pandemia di coronavirus, nel terzo trimestre la crescita sarà inferiore al nostro indicatore.
    Fonte: Bloomberg
  • L’economia statunitense continua a mostrare un elevato dinamismo. Anche il settore dei servizi, che a lungo non è stato in grado di tenere il passo con la forte ripresa della domanda di beni, è recentemente riuscito a guadagnare terreno. La domanda di beni si colloca nel frattempo a oltre il 20% in più rispetto al livello precrisi. Di conseguenza, a settembre le importazioni statunitensi hanno raggiunto un nuovo massimo storico con un valore delle merci pari a 288,5 miliardi di dollari americani. Tuttavia, la massiccia ripresa determina al tempo stesso difficoltà di approvvigionamento e un aumento dei prezzi. Già a maggio il tasso d’inflazione aveva superato la soglia del 5%, per poi toccare il 6,2% nel mese di ottobre. Finora, la banca centrale statunitense non ritiene necessario alzare a breve i tassi d’interesse, ma entro la fine del mese inizierà a ridurre gli acquisti di obbligazioni.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    La figura mostra la crescita del PIL reale negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni ’90, il relativo trend a lungo termine e un indicatore anticipatore del clima congiunturale. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica si aggirerà intorno al 5%. A causa degli effetti della pandemia di coronavirus, nel terzo trimestre la crescita sarà tuttavia leggermente inferiore al nostro indicatore.
    Fonte: Bloomberg
  • A posteriori, la situazione economica nella zona euro durante l’estate appare nettamente migliore di quanto si era inizialmente previsto. Nel terzo trimestre l’economia ha fatto registrare una crescita del 2,2% rispetto ai tre mesi precedenti. L’incremento più significativo del PIL è stato segnato dalla Francia, che ha quasi raggiunto il livello precrisi. Al secondo e al terzo posto seguono l’Italia (2,6%) e la Spagna (2%). Il divario produttivo si sta dunque sempre più colmando e in Francia e in Italia le capacità produttivo sono addirittura già ben sfruttate. La produzione industriale tedesca, fortemente orientata al settore automobilistico, ha invece subito un nuovo calo a settembre, seppur leggero. Nel complesso le previsioni congiunturali restano molto favorevoli, nonostante anche in Europa la ripresa sia accompagnata da una carenza di materiali e da ritardi nelle consegne. Nella zona euro l’inflazione ha toccato il 4,1% nel mese di ottobre, ma la BCE intende ridimensionare la sua politica monetaria espansiva soltanto nel corso della primavera.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    La figura mostra la crescita del PIL reale, il relativo trend e un clima congiunturale anticipatore in relazione alla zona euro dal 1995. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica sarà di poco inferiore al 5%. A causa degli effetti della pandemia di coronavirus, nel terzo trimestre la crescita sarà tuttavia leggermente inferiore al nostro indicatore.
    Fonte: Bloomberg
  • La situazione resta difficile per i paesi emergenti e in particolare per il Brasile, dove a ottobre il tasso d’inflazione ha raggiunto valori a due cifre. La banca centrale brasiliana ha reagito rapidamente con un aumento dei tassi di 1,5 punti percentuali, la sesta misura di questo tipo attuata nel 2021.
    Recentemente è stata l’Argentina a fare notizia: il governo aveva infatti accettato dal Fondo monetario internazionale un credito di 45 miliardi di dollari americani e avrebbe dovuto ripagare poco meno della metà di questo importo nel corso dell’anno prossimo. Ora le autorità argentine intendono però rinegoziare le modalità di restituzione. La situazione economica in Argentina continua a essere tesa e ultimamente l’inflazione ha superato la soglia del 50%. In Cina la pandemia di coronavirus resta una questione importante e il governo ha implementato misure severe per far fronte a nuovi contagi. Per ora le difficoltà finanziarie nel settore immobiliare hanno compromesso solo in minima parte la salute dell’economia cinese, ma è prevedibile che le cose possano cambiare.

    Crescita, congiuntura e tendenza

    In percentuale

    Il grafico mostra la crescita del PIL reale, il relativo trend e un clima congiunturale anticipatore riferiti a una media dei paesi emergenti dal 1995. L’indicatore anticipatore segnala che nel prossimo futuro la crescita economica sarà di poco inferiore al 5%. A causa degli effetti della pandemia di coronavirus, nel terzo trimestre la crescita sarà tuttavia leggermente superiore al nostro indicatore.
    Fonte: Bloomberg

Dati congiunturali globali

IndicatoriSvizzeraUSAZona euroGBGiapponeIndiaBrasileCina  
Indicatori
PIL A/A 2021T2
Svizzera
7,7%
USA
12,2%
Zona euro
14,2%
GB
23,6%
Giappone
7,6%
India
20,1%
Brasile
12,4%
Cina  
7,9%
Indicatori
PIL A/A 2021T3
Svizzera
n/d
USA
4,9%
Zona euro
3,7%
GB
6,6%
Giappone
1,4%
India
n/d
Brasile
n/d
Cina  
4,9%
Indicatori
Clima congiunturale
Svizzera
USA
Zona euro
GB
Giappone
India
Brasile
Cina  
Indicatori
Crescita tendenziale
Svizzera
1,4%
USA
1,6%
Zona euro
0,8%
GB
1,6%
Giappone
1,0%
India
5,0%
Brasile
1,1%
Cina  
4,2%
Indicatori
Inflazione
Svizzera
1,2%
USA
6,2%
Zona euro
4,1%
GB
3,1%
Giappone
0,2%
India
4,5%
Brasile
10,7%
Cina  
1,5%
Indicatori
Tassi d’interesse guida
Svizzera
–0,75%
USA
0,25%
Zona euro
0,00%
GB
0,10%
Giappone
–0,10%
India
4,00%
Brasile
7,75%
Cina  
4,35%

Fonte: Bloomberg

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