Famiglia, matrimonio, convivenza, casa di proprietà – qual è il modello di vita adatto a voi?

09.03.2026

Un tempo la maggior parte delle persone viveva secondo uno stesso modello di vita e la suddivisione dei ruoli era chiara: dopo il matrimonio l’obiettivo di molte coppie era comprare una casa di proprietà. Mentre il marito andava a lavorare e portava a casa i soldi, la moglie si occupava dei bambini e dell’economia domestica. Da tempo ormai non tutte le coppie hanno figli, molte convivono e spesso la casa di proprietà non è più in cima alla lista delle priorità. Quale modello di vita corrisponde alle vostre aspettative e al vostro reddito?

Possiamo dire di essere fortunati a vivere nel XXI secolo e a poter determinare autonomamente il nostro modello di vita. Le coppie conviventi sono molto diffuse in Svizzera, e la custodia dei figli è divisa tra padri e madri. Tuttavia, sorgono spontanee molte domande sul reddito, sull’affitto o sull’acquisto di un immobile.

Il modello di vita è anche una questione di budget

Avere tanta scelta, però, significa avere anche dei dubbi: cosa comporta il matrimonio o la convivenza senza certificato di matrimonio per le finanze e la sicurezza del partner? Non è meglio affittare una casa piuttosto che comprarne una e vedere il proprio budget familiare mensile comprimersi sotto il peso degli interessi ipotecari? Fare figli è davvero ciò che vogliamo, se questo significa rinunciare a parecchie libertà? E in generale, possiamo davvero permetterci dei figli? Ognuno di noi si confronta inevitabilmente con tutte queste domande – solitamente tra i 30 e i 40 anni. La cosiddetta «Quarterlife crisis» coglie il punto, perché in questi anni gettiamo basi fondamentali che caratterizzeranno la nostra vita per sempre.

Sposarsi o no? Chiarire aspetti finanziari e legali

Quando ci si chiede quale sia la forma di vita ideale, può capitare che la pressione sociale abbia su di noi un’influenza maggiore di quel che vorremmo. Allo stesso tempo, però, dobbiamo fare i conti anche con questioni finanziarie e giuridiche. Le coppie che decidono di non sposarsi, ad esempio, devono provvedere attentamente alla propria sicurezza mediante un contratto. Solo così, in caso di malattia o morte del partner, possono ricevere i diritti e il denaro che gli spettano.

Per le persone che desiderano sposarsi, è stata risolta almeno una questione spinosa: la cosiddetta penalizzazione del matrimonio. Con l’introduzione dell’imposizione individuale, presumibilmente non prima del 2032, ogni persona dichiara il proprio reddito, ad esempio da salario, rendita o attività autonoma, indipendentemente dal reddito della o del partner. In questo modo si garantisce che le coppie sposate paghino le stesse imposte delle coppie non sposate in condizioni economiche analoghe.

Che siate sposati o conviventi, parlate di tutti gli aspetti finanziari e legali con la vostra o il vostro partner. E stabilite un budget, così non avrete brutte sorprese.

Famiglia sì, famiglia no – e con quanti figli?

Al più tardi, al momento della pianificazione familiare, è bene riflettere su vantaggi e svantaggi di un matrimonio e/o di una convivenza. La maggior parte degli aspetti giuridici legati alla paternità, all’eredità, agli aiuti sociali e alle rendite vedovili e per orfani possono essere disciplinati mediante contratto. Questo contratto di concubinato dovrebbe essere obbligatoriamente sottoscritto dalle coppie non sposate, perché, a differenza del matrimonio, la convivenza non prevede prestazioni disciplinate per legge ai fini di tutela del partner economicamente più debole. Quest’ultimo, pertanto, non ha diritto a una parte del patrimonio o a un’indennità per il lavoro familiare prestato – anche se la relazione è durata per molti anni.

Per quanto poco romantico possa sembrare, in generale la scelta di uno specifico modello di vita è raramente una decisione arbitraria, «di pancia». Nella maggior parte dei casi, il denaro svolge un ruolo importante. Secondo l’Il link si apre in una nuova finestra Ufficio federale di statistica, da un punto di vista prettamente finanziario i figli comportano spese elevate: fino al 18o anno di età, ogni anno i genitori spendono in media circa 180’000 franchi per ciascun figlio in comune – a seconda della formazione questo importo può essere anche molto più alto. È soprattutto il primo figlio a far schizzare alle stelle le spese mensili. Queste spese dovrebbero essere incluse nel vostro budget.

Affitti in città – acquisti in campagna?

Anche la scelta di una casa di proprietà deve essere attentamente ponderata. La proprietà abitativa è il sogno di molti svizzeri, ma solo pochi lo realizzano. Chi decide di acquistare un immobile – che si tratti di una casa o di un appartamento – deve obbligatoriamente contribuire con il 20% del prezzo di acquisto per poter ricevere un’ipoteca da una banca. In seguito, questa ipoteca deve essere ripagata con un interesse ipotecario mensile. Chi contribuisce con il minimo del 20%, solitamente, deve quasi sempre mettere in conto un interesse mensile più alto rispetto al costo di un appartamento in affitto. Tutto ciò può pesare fortemente sul budget.

Inoltre, è bene ricordare che un bene immobile in una buona posizione è costoso, ma probabilmente acquisterà valore. Nei comuni con un livello dei prezzi più basso, l’acquisto di una casa di proprietà è conveniente, ma non lo è in confronto la vendita. Nelle maggiori città svizzere, spesso è difficile acquistare un immobile. In molti casi, affittare un appartamento è più conveniente che ripagare l’ipoteca per un appartamento di proprietà acquistato. Chi dà valore alla sicurezza preferisce un appartamento in affitto, perché gli interessi ipotecari possono variare. Inoltre, al momento chi ha una casa di proprietà è soggetto a una tassazione maggiore (rispetto a chi è in affitto) sul valore locativo.

Che si tratti di famiglia, matrimonio o casa di proprietà: anche se il denaro non fa la felicità, ci dà certamente più sicurezza. Per questo motivo, tutte le decisioni che contribuiscono al nostro modello di vita prediletto dovrebbero essere prese con cautela.

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