Utilizzare gli averi previdenziali costituire una società: opportunità, rischi e requisiti

09.07.2026

Chi vuole fondare un’impresa ha bisogno di capitale. Oltre ad attingere a crediti bancari, o possibili investitrici o investitori esterni, spesso ci si chiede se è possibile utilizzare la cassa pensioni o il pilastro 3a come capitale iniziale? In Svizzera ciò è possibile a determinate condizioni. Allo stesso tempo, questa scelta ha conseguenze dirette sulla vostra previdenza per la vecchiaia e sulla vostra copertura personale. Questo articolo vi mostra quando è consentito un prelievo, a cosa dovete prestare attenzione e quando è più opportuno ricorrere ad altre forme di finanziamento.

In breve

  • Per la costituzione di una società potete utilizzare gli averi previdenziali della cassa pensioni (CP) e del pilastro 3a a determinate condizioni.
  • L’elemento determinante è se l’AVS vi riconosce come lavoratrice o lavoratore indipendente. La forma giuridica influisce su questo aspetto.
  • Un prelievo è perlopiù possibile per una ditta individuale o una società in nome collettivo, a condizione che l’AVS classifichi l’attività come lavoro indipendente.
  • Il prelievo riduce le prestazioni di vecchiaia e la copertura in caso di invalidità e decesso.
  • Gli averi previdenziali sono solo una delle numerose opzioni di finanziamento e dovrebbero far parte di una pianificazione a lungo termine.

PostFinance sostiene le imprenditrici e gli imprenditori fornendo loro orientamento in merito alla costituzione di una società, al finanziamento e alla previdenza, affinché gli obiettivi imprenditoriali e personali possano conciliarsi nel lungo periodo.

Quali averi previdenziali si possono utilizzare per la costituzione di una società

In linea di principio, chi costituisce un’impresa si concentra su due contenitori previdenziali: la previdenza professionale nell’ambito del 2º pilastro (cassa pensioni) e la previdenza privata vincolata, il pilastro 3a. In determinate condizioni entrambi possono essere utilizzati per intraprendere un’attività lucrativa indipendente.

  • Un prelievo anticipato dalla cassa pensioni è possibile se si intraprende un’attività lucrativa indipendente e non sussiste più alcun assoggettamento obbligatorio a una cassa pensioni. In questo caso non è determinante la sola creazione d’impresa. È invece determinante se una persona sia considerata come lavoratrice o lavoratore indipendente ai sensi del diritto in materia di AVS e se, dopo la costituzione, sussiste ancora un’assicurazione obbligatoria in una cassa pensioni.

  • Anche gli averi del pilastro 3a possono essere utilizzati per avviare un’attività lucrativa indipendente. Il presupposto è che siano soddisfatte le condizioni legali per un prelievo anticipato e che la persona sia riconosciuta dall’AVS come lavoratrice o lavoratore indipendente. Tuttavia, chi preleva denaro dal pilastro 3a riduce il capitale di previdenza risparmiato e quindi la riserva finanziaria per il successivo pensionamento.

Principali differenze tra la cassa pensioni e il pilastro 3a

TemaCassa pensioni (2º pilastro)Pilastro 3a
Tema
Forma previdenziale
Cassa pensioni (2º pilastro)
Previdenza professionale (LPP)
Pilastro 3a
Previdenza per la vecchiaia
Tema
Scopo
Cassa pensioni (2º pilastro)
Previdenza per la vecchiaia e copertura in caso di invalidità e decesso
Pilastro 3a
Previdenza per la vecchiaia
Tema
Condizioni per il prelievo
Cassa pensioni (2º pilastro)
Avvio di un’attività lucrativa autonoma, riconoscimento da parte della AVS e nessun assoggettamento obbligatorio a una cassa pensioni
Pilastro 3a
Avvio di un’attività lucrativa autonoma e riconoscimento da parte della AVS
Tema
Ripercussioni sulla situazione previdenziale
Cassa pensioni (2º pilastro)
Le prestazioni non più erogate in caso di vecchiaia, AI, decesso devono essere coperte dalla previdenza privata
Pilastro 3a
Il capitale di vecchiaia si riduce
Tema
Assoggettamento fiscale in caso di prelievo
Cassa pensioni (2º pilastro)
Pilastro 3a

A quali condizioni è possibile un prelievo

Ma prima di optare per un contenitore previdenziale, si pone una domanda fondamentale: soddisfa i requisiti per un prelievo?

Indipendentemente dal fatto che desideriate prelevare averi previdenziali dalla cassa pensioni o dal pilastro 3a, i requisiti fondamentali sono i seguenti: state «avviando un’attività lucrativa indipendente» e siete riconosciuti dall’AVS come lavoratrici o lavoratori indipendenti. È solo questo stato a determinare se un prelievo anticipato sia in linea di principio possibile. I requisiti concreti variano tuttavia a seconda del contenitore previdenziale.

Requisiti per il prelievo dal pilastro 3a

È possibile usufruire del pilastro 3a se:

  • si intraprende un’attività lucrativa indipendente come occupazione principale
  • questa viene riconosciuta come indipendente dall’AVS 

Requisiti per il prelievo dalla cassa pensioni

In caso di prelievo anticipato dalla cassa pensioni si applicano ulteriori requisiti:

  • si intraprende un’attività lucrativa indipendente come occupazione principale
  • si è riconosciuti come lavoratrici o lavoratori indipendenti dall’AVS
  • non si è più «affiliati obbligatoriamente a una cassa pensioni»

È quindi determinante non solo la costituzione della società, ma anche la propria situazione lavorativa e la forma giuridica scelta.

Influenza della forma giuridica

La possibilità di prelevare gli averi previdenziali è strettamente legata al fatto che chi fonda una società sia considerata/o lavoratrice o lavoratore indipendente ai sensi del diritto in materia di AVS oppure che continui a essere classificata/o come dipendente. La forma giuridica influisce su questo inquadramento e quindi sulla possibilità di prelevare averi della cassa pensioni e del pilastro 3a.

    • Chi fonda una società è considerata/o una lavoratrice o un lavoratore indipendente
    • In linea di principio non esiste alcuna assicurazione obbligatoria presso una cassa pensioni
    • L’avere CP attuale viene trasferito su un conto di libero passaggio o può essere prelevato a determinate condizioni.
    • Anche gli averi del pilastro 3a possono essere utilizzati per intraprendere un’attività lucrativa indipendente alle condizioni stabilite dalla legge
    • Chi fonda una società è generalmente considerata/o dipendente della società stessa
    • La persona in questione resta affiliata a una cassa pensioni
    • Pertanto di norma i prelievi dalla cassa pensioni per la costituzione di un’impresa non sono consentiti
    • Anche nell’ambito del pilastro 3a, la costituzione di una Sagl o di una SA non dà, in linea di principio, diritto al prelievo di averi previdenziali

Pertanto, non tutte le attività indipendenti danno automaticamente diritto al prelievo di averi previdenziali. Anche chi continua a essere dipendente e avvia contemporaneamente un’attività autonoma di norma rimane affiliato a una cassa pensioni tramite il datore di lavoro. In linea di massima non è quindi possibile prelevare averi della cassa pensioni per svolgere un’attività indipendente come occupazione lucrativa accessoria.

Come avviene il riconoscimento AVS di lavoratrice o lavoratore indipendente?

Il riconoscimento viene effettuato dalla cassa di compensazione AVS competente del Cantone di domicilio o dell’attività professionale.

Ecco come procedere concretamente:

  1. Iscrizione alla cassa di compensazione AVS: dichiarare la propria attività autonoma alla cassa di compensazione competente. Ciò avviene perlopiù tramite un modulo (online o per iscritto).

  2. Presentazione della documentazione: l’AVS esamina la vostra situazione sulla base di vari documenti probatori. L’elemento determinante è se si lavora a proprio rischio, se si hanno più committenti e se si è indipendenti dal punto di vista organizzativo.

  3. Decisione dell’AVS: la cassa di compensazione vi classifica come: lavoratrice o lavoratore indipendente o dipendente (impiegata/o).

Importante: è possibile prelevare averi previdenziali solo se si è ufficialmente considerati indipendenti. La decisione dell’AVS è vincolante per il prelievo dalla cassa pensioni e dal pilastro 3a.

Quando è più opportuno prelevare dalla cassa pensioni o dal pilastro 3a

Se i requisiti sono soddisfatti, si pone la domanda successiva: quali averi previdenziali dovrei utilizzare? Non esiste una raccomandazione valida in tutti i casi. Ciò che fa fede sempre è la vostra situazione previdenziale e finanziaria. Nella pratica, tuttavia, si evidenziano differenze tipiche:

  • Il pilastro 3a viene spesso utilizzato per primo, poiché il prelievo è più semplice e incide in misura minore sulle strutture previdenziali esistenti
  • Un prelievo dalla cassa pensioni ha solitamente ripercussioni maggiori, perché oltre che sul capitale di vecchiaia può influire anche sulle prestazioni in caso di invalidità o decesso
  • L’ammontare del capitale può variare in quanto la cassa pensioni rappresenta spesso una quota maggiore del patrimonio previdenziale

Importante: esaminare sempre le due opzioni nel contesto generale, idealmente nell’ambito di una pianificazione previdenziale e finanziaria globale.

Documenti e scadenze importanti per il prelievo di averi previdenziali

Prima di poter prelevare gli averi previdenziali, è necessario presentare diversi documenti probatori. La documentazione esatta richiesta dipende dall’istituto di previdenza o dalla fondazione in questione.

  • Documenti richiesti frequentemente:

    • conferma della cassa di compensazione AVS
    • modulo di richiesta
    • iscrizione nel registro di commercio (se disponibile)
    • ulteriore documentazione relativa all’attività commerciale
    • benestare della o del coniuge
  • A seconda della fondazione possono essere richiesti:

    • prova dell’attività lucrativa indipendente
    • conferma della cassa di compensazione AVS
    • modulo di richiesta della fondazione di previdenza

Anche le scadenze variano a seconda del tipo di contenitore previdenziale:

  • Cassa pensioni (2º pilastro): il prelievo deve essere richiesto di norma entro dodici mesi dall’avvio dell’attività lucrativa indipendente.
  • Pilastro 3a: non esiste una scadenza legale unitaria. Le condizioni possono variare a seconda dell’offerente.

Importante: chiarite per tempo i requisiti e le scadenze esatte presso il vostro istituto di previdenza.

Consiglio pratico: dove spesso sorgono difficoltà

Nella pratica, gli oneri amministrativi sono spesso difficili da gestire. Di frequente mancano i documenti probatori, come ad esempio la conferma della cassa di compensazione AVS. Ciò comporta un ritardo nell’erogazione degli averi previdenziali. Anche le scadenze vengono sottovalutate: l’avere di libero passaggio può essere prelevato solo entro un anno dall’avvio dell’attività lucrativa indipendente.
Jan Ingold, responsabile Previdenza presso PostFinance

Quali conseguenze comporta un prelievo sulla vostra previdenza?

Il prelievo di averi previdenziali offre ulteriori possibilità finanziarie per la costituzione di un’impresa. Allo stesso tempo, però, riduce le risorse originariamente destinate alla previdenza personale.

L’entità degli effetti di un prelievo dipende, tra le altre cose, dall’ammontare del capitale prelevato, dall’età della persona assicurata e dalla situazione previdenziale individuale.

Ripercussioni sulla previdenza per la vecchiaia

Sia nel caso della cassa pensioni sia nel caso del pilastro 3a, un prelievo anticipato riduce il capitale disponibile per il pensionamento.

Per la cassa pensioni ciò può comportare una riduzione delle prestazioni di vecchiaia. Quanto prima nella vita lavorativa si preleva capitale, tanto maggiori saranno gli effetti a lungo termine, poiché risulterà inferiore il capitale di previdenza che si accumula e che frutta interessi per gli anni a venire.

Anche nel pilastro 3a il capitale di vecchiaia disponibile diminuisce. Inoltre, andrebbero persi i potenziali ricavi che sarebbero stati generati dal patrimonio accantonato fino al pensionamento.

Conseguenze in caso di invalidità e decesso

Un prelievo anticipato può influire anche sulla protezione finanziaria in caso di invalidità o decesso. Nel caso della cassa pensioni le prestazioni per invalidità o superstiti possono ridursi.

Nel caso del pilastro 3a, in caso di prestazione, il capitale a disposizione dei beneficiari risulterà inferiore.

Averi previdenziali o altre forme di finanziamento?

Gli averi previdenziali sono solo una delle numerose possibilità per finanziare la costituzione di un’impresa. A seconda del modello di business, del fabbisogno di capitale e della situazione personale possono essere prese in considerazione anche altre forme di finanziamento.

Prima di utilizzare il capitale di previdenza esistente vale la pena fare un confronto:

FinanziamentoVantaggi tipiciPossibili svantaggi
Finanziamento
Averi previdenziali
Vantaggi tipici
Capitale proprio senza assunzione di crediti
Possibili svantaggi
Riduzione delle prestazioni previdenziali
Finanziamento
Credito bancario
Vantaggi tipici
Copertura per la vecchiaia, in caso di invalidità e decesso rimane invariata
Possibili svantaggi
Obbligo di pagare interessi e di rimborso
Finanziamento
Investitrici/investitori
Vantaggi tipici
Accesso a ulteriore capitale (di crescita) e know-how, previdenza rimane invariata
Possibili svantaggi
Partecipazione nell’azienda, consultazione
Finanziamento
Familiari e conoscenti
Vantaggi tipici
Possibile strutturazione flessibile, previdenza rimane invariata
Possibili svantaggi
Rapporti di dipendenza personali e potenziale di conflitto

Quando può essere opportuno prelevare averi previdenziali

L’impiego di averi previdenziali può rappresentare una valida fonte di finanziamento se il modello di business è già stato definito in modo sufficientemente concreto e il finanziamento si basa su una pianificazione realistica.

Ciò implica in particolare che gli investimenti attesi, i costi ordinari e le esigenze di liquidità correnti siano stati calcolati in modo trasparente. Altrettanto importanti sono le previsioni realistiche di fatturato e di ricavo e sufficienti riserve finanziarie per la fase di avviamento dell’azienda.

Anche la situazione previdenziale personale dovrebbe essere presa in considerazione nella decisione. Chi preleva averi previdenziali dovrebbe riflettere per tempo su come strutturare in futuro la previdenza per la vecchiaia e la tutela finanziaria in caso di invalidità o decesso.

In molti casi può essere più opportuno un prelievo parziale piuttosto che l’impiego dell’intero patrimonio previdenziale. In questo modo si preserva una parte della previdenza, mentre al contempo si dispone di capitale proprio aggiuntivo per la costituzione della società.

Quando il finanziamento di terzi può essere la soluzione migliore

Non tutte le creazioni d’impresa devono essere finanziate con gli averi previdenziali. A seconda della situazione di partenza, crediti bancari, investitrici e investitori o prestiti di familiari e conoscenti possono rappresentare un’alternativa adeguata.

Ciò vale in particolare quando il modello di business non è stato ancora validato in misura sufficiente, sono previsti investimenti elevati o già oggi sussiste un margine finanziario ridotto. In queste situazioni può essere opportuno non esporre il capitale di previdenza al rischio imprenditoriale.

Un ulteriore vantaggio: la previdenza esistente viene mantenuta. Il capitale risparmiato in vista del pensionamento futuro così come le eventuali prestazioni in caso di invalidità o decesso non subiscono alcuna riduzione.

Chi prende in considerazione finanziatrici e finanziatori esterni dovrebbe confrontarsi per tempo con le opportunità e le sfide della ricerca di investitrici e investitori.

Quali imposte vengono applicate al prelievo di averi previdenziali?

In caso di prelievo di denaro dalla cassa pensioni e dal pilastro 3a si applica un’imposta sulle prestazioni in capitale. Questa viene riscossa separatamente dal resto del reddito a un’aliquota ridotta. Nel caso di importi elevati, l’onere fiscale può risultare notevole. Di conseguenza l’importo effettivamente corrisposto risulta inferiore al capitale di previdenza originariamente percepito.

L’ammontare esatto può essere calcolato con i calcolatori d’imposta dei Cantoni o dell’Amministrazione federale delle contribuzioni. Questo importo non è quindi disponibile come capitale iniziale effettivo.

Per questo è ancora più importante includere tempestivamente le conseguenze fiscali nella pianificazione finanziaria e prevedere sufficienti riserve di liquidità per le imposte e i costi generali d’impresa correnti.

Come tornare a rafforzare la propria previdenza dopo la costituzione di un’impresa

Il tema della previdenza non finisce con il prelievo degli averi previdenziali, anzi: le lavoratrici e i lavoratori indipendenti hanno più responsabilità per la propria previdenza per la vecchiaia e per la protezione finanziaria in caso di invalidità o decesso.

A seconda della situazione si possono prendere in considerazione diverse misure, come ad es.:

  • Affiliazione volontaria a una cassa pensioni e nuovo versamento nella previdenza professionale
  • Ulteriore sviluppo del pilastro 3a
  • Previdenza privata tramite il pilastro 3b
  • Ulteriore copertura in caso di invalidità o decesso

Quanto prima le persone che fondano un’impresa riprendono a versare nella propria previdenza e a occuparsi della propria copertura a lungo termine, tanto più facile sarà colmare eventuali lacune previdenziali.

Consulenza previdenziale personalizzata per chi fonda un’azienda

Chi desidera utilizzare gli averi previdenziali per la costituzione di un’impresa dovrebbe verificare per tempo le ripercussioni sulla previdenza per la vecchiaia, sull’invalidità e in caso di decesso. PostFinance vi aiuta a valutare la vostra situazione previdenziale nel complesso.

Domande frequenti sul prelievo anticipato di averi previdenziali per la costituzione di un’impresa in Svizzera

  • Sì, un prelievo anticipato dalla cassa pensioni (LPP) è possibile se la cassa di compensazione AVS la riconosce come lavoratrice o lavoratore indipendente, se l’attività indipendente costituisce la sua principale occupazione e se la domanda viene presentata entro dodici mesi dall’inizio dell’attività.

  • Sì, l’avvio di un’attività lucrativa indipendente rientra tra i motivi di prelievo consentiti dalla legge. La possibilità di un prelievo dipende dai requisiti di legge, in particolare dal fatto che la persona sia considerata una lavoratrice o un lavoratore indipendente ai sensi del diritto in materia di AVS.

  • Se sono soddisfatti i requisiti per un prelievo dalla cassa pensioni o dal pilastro 3a, in linea di principio i fondi di entrambi i sistemi previdenziali possono essere utilizzati per l’avvio di un’attività lucrativa indipendente.

  • Di regola no. Per poter usufruire del pilastro 3a per la costituzione di un’impresa, è necessario essere riconosciuti dall’AVS come lavoratrici o lavoratori indipendenti. Tuttavia, quando si costituisce una Sagl o una SA, si è generalmente considerati dipendenti dell’azienda stessa (con salario e contributi per le assicurazioni sociali), il che impedisce di soddisfare questo requisito. In questa situazione, quindi, di norma non è possibile effettuare un prelievo.

    Eccezione: qualora si sia effettivamente considerati anche lavoratrici o lavoratori indipendenti (ad es. in caso di attività autonoma parallela), in determinate circostanze potrà essere presa in considerazione la possibilità di un prelievo.

  • In linea di principio, presso la cassa pensioni è possibile un prelievo parziale, purché l’istituto di previdenza in questione lo consenta. Nel caso del pilastro 3a non è possibile effettuare un prelievo parziale da un singolo conto. Chi possiede più conti del pilastro 3a può tuttavia decidere quali conti liquidare integralmente.

  • Un conto di libero passaggio è un conto per averi previdenziali sul quale viene trasferito l’avere della cassa pensioni quando una persona termina l’impiego precedente e non è iscritta a nessuna nuova cassa pensioni.

    Chi intraprende un’attività lucrativa indipendente e non è più assicurato obbligatoriamente presso una cassa pensioni, trasferisce di norma il proprio avere previdenziale accumulato fino a quel momento su un conto di libero passaggio. Da tale conto, a determinate condizioni, è possibile richiedere un prelievo anticipato per l’avvio di un’attività autonoma.

  • In caso di prelievo dalla cassa pensioni o dal pilastro 3a si applica un’imposta sulle prestazioni in capitale, che viene tassata separatamente dagli altri redditi a un tasso ridotto. L’importo dell’imposta dipende, tra le altre cose, dal Cantone di domicilio e dall’importo prelevato, ma può ammontare a diverse migliaia di franchi.

    Una parte del capitale prelevato non è quindi disponibile come capitale iniziale, ma è necessaria per il pagamento dell’imposta.

  • Chi impiega averi previdenziali per un’attività indipendente utilizza il capitale originariamente destinato alla previdenza futura. Se l’azienda non evolve come previsto, ciò può avere ripercussioni a lungo termine sulla previdenza per la vecchiaia.

    Per questo motivo è consigliabile verificare regolarmente la propria situazione previdenziale dopo la costituzione della società e colmare il prima possibile eventuali lacune previdenziali.

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