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Creato il 03.12.2021

Previdenza per studenti: risparmiare nel pilastro 3a

La previdenza non ha a che fare solo con il pensionamento. Riguarda anche il finanziamento di grandi sogni come l’indipendenza o l’abitazione di proprietà. Chi si occupa tempestivamente della previdenza per la vecchiaia evita lacune e risparmia in maniera intelligente per i propri obiettivi personali.

Solitamente gli studenti hanno poco denaro a disposizione nella vita di tutti i giorni. Stanza in appartamento condiviso, pasti, abbonamento dei trasporti pubblici e smartphone hanno un costo. E se avanza qualcosa, gli studenti risparmiano per le prossime vacanze o per comprarsi la prima macchina. Difficilmente si fermano a riflettere sul futuro più remoto e sulla vita durante la vecchiaia. Troppo lontani dal pensionamento, troppo ridotto il margine finanziario. Invece sarebbe proprio questo il momento giusto per gli studenti per gettare le fondamenta di una previdenza sana. Infatti chi se ne occupa sin da subito ne gioverà in futuro.

Attenzione alle lacune nella previdenza per la vecchiaia

È vero però che non è semplicissimo comprendere il complesso sistema previdenziale svizzero dei tre pilastri. Di seguito abbiamo riassunto le informazioni principali per studenti.

AVS

  • Dal 1º gennaio successivo al 17º compleanno, chi lavora paga i contributi AVS
  • Per chi non esercita un’attività lavorativa l’obbligo contributivo AVS si applica dal 1º gennaio successivo al 20º compleanno

Previdenza professionale

  • I lavoratori soggetti all’obbligo AVS sono assicurati obbligatoriamente nella cassa pensioni solo a partire da un reddito minimo di 21’510 franchi (stato 2021)
  • Fino all’età di 25 anni sono assicurati solo i rischi di decesso e invalidità

Se nonostante il regime obbligatorio non si effettuano versamenti nell’AVS, si pagherà lo scotto una volta raggiunta la vecchiaia. Infatti, ogni anno di contributi AVS non versati comporta una riduzione della rendita. Gli anni di contribuzione mancanti possono essere versati in un secondo momento solo se risalgono a meno di cinque anni prima. Le lacune nella cassa pensioni, invece, possono essere colmate successivamente tramite un riscatto volontario di quote. Di conseguenza non è così grave che molti studenti non siano assicurati presso una cassa pensioni a causa del basso reddito.

Assicurazione contro l’invalidità

Qualora gli studenti non siano più in grado di lavorare a lungo termine in seguito a un infortunio o una malattia, hanno comunque diritto a una rendita d’invalidità. In caso di infortunio l’assicurazione contro gli infortuni paga prestazioni complementari. Ma attenzione: chi ha un contratto di lavoro inferiore alle otto ore settimanali presso lo stesso datore di lavoro, è assicurato solo contro gli infortuni e le malattie professionali, ma non contro gli infortuni non professionali.

Ciononostante, a causa del basso reddito la rendita d’invalidità è di norma troppo bassa per coprire tutte le spese. La previdenza privata, ad esempio un’assicurazione in caso d’incapacità di guadagno o un’assicurazione privata contro gli infortuni a integrazione dell’assicurazione malattia, è pertanto essenziale in caso di invalidità.

Iniziare a risparmiare nel terzo pilastro in giovane età

In media, dopo il pensionamento, le rendite dell’AVS e della cassa pensioni corrispondono insieme solo al 60% circa dell’ultimo reddito prima del pensionamento e sono pertanto insufficienti per riuscire a mantenere lo standard di vita abituale. Qui entra in gioco il terzo pilastro, in cui si può mettere da parte denaro volontariamente per il futuro. In tal senso si applicano le regole seguenti.

  • Nel pilastro 3a possono effettuare versamenti tutti coloro che hanno un reddito soggetto a obbligo AVS. Molti studenti raggiungono questa soglia con un lavoro extra.
  • L’ammontare che si può versare annualmente è fissato tramite un importo massimo: 6’883 franchi per lavoratori con cassa pensioni (stato 2022); 20% del reddito netto, al massimo 34’416 franchi per lavoratori senza cassa pensioni. 
  • I risparmiatori possono effettuare i loro versamenti su un conto 3a o un’assicurazione sulla vita 3a. Entrambe le soluzioni offrono la possibilità di investire in fondi.

Conviene iniziare a risparmiare nel terzo pilastro già in giovane età. Dal momento che l’interesse o il rendimento ottenuto rimane nel pilastro 3a e viene quindi reinvestito, il capitale può crescere praticamente da solo. Quanto più a lungo il denaro resta nel terzo pilastro, cioè quanto prima si inizia a versare, tanto più il risparmiatore beneficerà di questo cosiddetto effetto degli interessi composti. Gli studenti che non soddisfano i requisiti per poter versare nel pilastro 3a possono invece risparmiare nel pilastro 3b. Scoprite in questo articolo che cosa differenzia il pilastro 3a dal pilastro 3b.

Investire nel pilastro 3a

Gli interessi sui conti stanno segnando minimi storici. Con un fondo di previdenza gli studenti hanno la possibilità di partecipare all’evoluzione dei mercati finanziari e quindi l’opportunità di conseguire un rendimento potenzialmente maggiore. Esistono fondi di previdenza con quote azionarie differenti che rispondono a esigenze di rischio diverse. È possibile risparmiare mediante un piano di risparmio in fondi o un ordine permanente. Con un piano di risparmio in fondi si investono regolarmente contributi dall’avere disponibile. Con la variante dell’ordine permanente i versamenti sul conto previdenza 3a vengono automaticamente investiti nel fondo di previdenza scelto.

Risparmio con il pilastro 3a per l’abitazione di proprietà o l’indipendenza

Il pilastro 3a permette non solo di costituire capitale a lungo termine, ma anche di godere di un risparmio fiscale. Infatti, questi versamenti possono essere detratti dal reddito imponibile. Vengono invece tassati al prelievo, ma a un’aliquota d’imposta ridotta e separatamente dal resto del reddito.

Buono a sapersi

In linea di massima l’avere 3a è pensato per il pensionamento e può essere prelevato al più presto cinque anni prima dell’età ordinaria di pensionamento AVS. Ci sono però delle eccezioni: chi ad esempio si trasferisce in modo permanente all’estero, avvia un’attività autonoma o acquista un’abitazione di proprietà a uso proprio può anche farsi liquidare il denaro risparmiato. Pertanto il pilastro 3a è adatto non solo al risparmio per la vecchiaia, ma anche per soddisfare già prima qualche desiderio.

Quindi, invece di spendere subito ogni franco duramente guadagnato, gli studenti farebbero bene a non perdere di vista la loro previdenza. In ogni caso dovrebbero versare l’importo minimo AVS. Inoltre vale la pena sfruttare le possibilità offerte dal terzo pilastro. Anche 50 franchi al mese sono un ottimo inizio.

Scoprite tutto sulla previdenza per la vecchiaia nella guida approfondita. 

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