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Creato il 28.08.2018 | Aggiornato al 27.08.2019

Gestione attiva o passiva: quale fa per me?

Per gli investimenti in fondi si opera una distinzione tra fondi a gestione attiva e passiva. Entrambi i metodi presentano vantaggi e svantaggi specifici; per questo gli investitori hanno spesso difficoltà a capire quale strategia fa al caso loro. Con il seguente confronto proveremo a fare luce sulla questione.

Gestione attiva o passiva? Ecco le differenze

Gestone attiva del fondo

Questo grafico vi mostra una gestione attiva.

La gestione attiva è affidata a un gestore del fondo che persegue l’obiettivo dichiarato di superare la performance di un determinato indice di riferimento. A tale scopo il gestore provvede a definire la composizione del fondo, selezionare i valori mobiliari sulla base di determinati criteri e, all’occorrenza, apportare gli opportuni adeguamenti. Ad esempio, se ritiene che una società o un settore esprimeranno un andamento positivo o negativo, il gestore del fondo può decidere di acquistare in modo accentuato determinate azioni o gruppi di azioni (sovrappeso) o, al contrario, alleggerirne le posizioni in portafoglio (sottopeso). Queste decisioni attive devono pertanto consentirgli di conseguire una performance migliore di quella dell’indice di riferimento (ad esempio SMI o FTSE).  

Gestione passiva del fondo

Questo grafico vi mostra una gestione passiva.

I fondi gestiti passivamente (chiamati spesso anche fondi indicizzati o ETF) sono invece sempre orientati a un indice. Al contrario dei fondi attivi, non cercano tuttavia di superare l’indice di riferimento, bensì di replicarlo nella maniera più fedele possibile. Ad esempio, chi colloca il proprio denaro in un fondo indicizzato a gestione passiva sullo SMI investe esattamente nei 20 maggiori titoli azionari della Svizzera.

Commissioni più alte si traducono in performance migliori?

In sintesi, con i fondi passivi non avrete la possibilità di conseguire performance superiori a quelle dell’indice di riferimento. Ciò è invece possibile con i fondi attivi, a condizione che il gestore del fondo e/o il suo team sappiano prendere costantemente decisioni adeguate e riescano così a sovraperformare il rendimento dell’indice. Tutto questo accresce i costi per gli investitori, in quanto il gestore seleziona i titoli sulla base di valutazioni e analisi proprie, che inevitabilmente comportano oneri maggiori. È quindi importante confrontare le performance dei fondi attivi e passivi al netto delle commissioni. Se, nonostante i costi maggiori, dal confronto risulta che i fondi attivi producono un rendimento netto migliore rispetto a quelli passivi, per quanto non abbiate alcuna garanzia di performance future analoghe disporrete almeno di solidi elementi circa la fondatezza delle scelte operate dal gestore per i titoli in portafoglio. In linea di principio, per la maggior parte dei gestori può tuttavia risultare difficile superare costantemente la performance del mercato.

Combinazione degli stili di gestione attiva e passiva

Gli investitori non sono obbligati a scegliere fondi amministrati solo attivamente o passivamente: oggigiorno esistono anche fondi che integrano elementi di gestione attiva e passiva, offrendo così una combinazione di entrambi gli stili di gestione. È il gestore che decide quali elementi amministrare in modo attivo e quali in modo passivo, al fine di coniugare e sfruttare i vantaggi di entrambi gli stili.

Quale stile di investimento è quello più adatto a me?

Fondi attivi, passivi o misti: l’importante è che la scelta sia basata sulle vostre preferenze e sui vostri obiettivi di investimento. Quando pensate di aver individuato l’investimento giusto, il rendimento netto può essere un parametro importante per raffrontare fondi con diversi stili di gestione. Ricordate sempre di non fare confronti sul breve periodo, bensì di considerare gli ultimi tre-cinque anni. In alternativa potete consultare i portali finanziari indipendenti presenti in Internet. Non abbiate la pretesa di inserire nel vostro deposito sempre il prodotto con la performance migliore; Se rientra nel primo terzo della graduatoria, è già un buon segno. Il vostro consulente in investimenti è a vostra completa disposizione per aiutarvi a individuare il fondo più adatto per le vostre esigenze.

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