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Creato il 11.10.2019 | Aggiornato al 08.06.2021

Ormera: con la Open Innovation una start-up sulla blockchain

Solo se le aziende si aprono anche all’esterno possono nascere innovazioni al di fuori degli ambiti conosciuti, ecco perché VNTR, Innovation & Venturing by PostFinance, sta applicando tra l’altro l’approccio Open Innovation. E con esiti positivi, come dimostra il caso Ormera.

Nel 2017 fa il collaboratore di PostFinance Matthias Egli si è rivolto al VNTR con una idea CO-STAR. La sua proposta era far eseguire il conteggio dell’energia autoprodotta da una blockchain con l’obiettivo di semplificare la procedura. Oggi Egli è co-fondatore della start-up Ormera (precedentemente conosciuta come «B4U»), che offre proprio questa soluzione: attraverso la piattaforma Ormera le imprese energetiche o le amministrazioni possono misurare l’energia da loro prodotta e fatturarla direttamente ai propri conduttori. Il processo è interamente automatizzato e avviene tramite una blockchain, con conseguente garanzia di tracciabilità e trasparenza. Alla start-up non partecipa soltanto PostFinance, ma anche l’azienda energetica Energie Wasser Bern (ewb).

Intangibili e molto lontani dal core business

Ormera illustra in modo esemplare il modo in cui VNTR intercetta, valuta e promuove progetti innovativi. «VNTR affrontiamo tematiche in parte molto lontane dal core business di PostFinance e con un alto grado di innovazione», spiega Mathias Strazza. L’attenzione non è incentrata sull’attività quotidiana o i miglioramenti di cose che esistono già, bensì su sperimentazione e innovazioni con temi del futuro non ancora tangibili.

Open Innovation come elemento portante del VNTR

Un approccio importante in questo ambito è l’Open Innovation, ovvero l’apertura del proprio processo di innovazione verso l’esterno, tramite collaborazioni con università e scuole universitarie, start-up, reti e aziende. «Se vogliamo che in azienda arrivino nuove idee, dobbiamo aprire leggermente la porta, ad esempio tenendo delle relazioni sui nostri progetti o collaborando con altre aziende», aggiunge Mathias Strazza.

A bordo sin dall’inizio

In Ormera VNTR ha accolto a bordo ewb sin dall’inizio del processo. La collaborazione era una logica conseguenza: da un lato perché Matthias Egli conosceva già il fornitore di energia bernese da progetti precedenti, dall’altro perché ewb portava con sé un prezioso know-how dal settore energetico e nel contempo aveva dimostrato interesse per il progetto in qualità di potenziale utilizzatore. Il team centrale di Ormera dopo poco tempo ha portato i CEO delle due aziende a sedersi insieme a un tavolo. Più tardi, con ABB, si è aggiunto un altro partner Open Innovation. Per portare avanti l’idea comune dei dati sicuri e non manipolabili della blockchain, nel proprio laboratorio di ricerca ABB ha ulteriormente sviluppato la tecnologia dei contatori.

Fail o success

Tuttavia non tutti i progetti riescono ad andare così lontano come Ormera. Affinché i progetti di innovazione possano nascere, servono i giusti presupposti e i giusti elementi di base. Può essere la cultura dell’innovazione, che permette che collaboratori come Matthias Egli affrontino nuovi argomenti per l’azienda ben oltre le competenze della propria funzione, o possono essere segnali, trend e cambiamenti che creano le condizioni per creare qualcosa di nuovo. Uno di questi elementi di base è il processo di innovazione nel VNTR, orientato a tematiche del futuro e che consente esperimenti rapidi. Con una rappresentazione semplificata si potrebbe parlare di tre fasi che tuttavia, a seconda del processo di innovazione, si sovrappongono, iterano ripetutamente e per lo più non hanno un andamento lineare:

  • Riconoscere per tempo tendenze e segnali, oltre che le esigenze del mercato in campi di ricerca diversi: questo è il compito principale della fase di esplorazione. Nel caso di Ormera si sono adottate la tecnologia blockchain e l’«Internet of Things» (IoT) combinandole con i temi delle energie rinnovabili e la Legge sull’energia. Infatti con la Legge sull’energia entrata in vigore nel 2018, ora i proprietari di abitazioni dotate di impianti fotovoltaici possono utilizzare direttamente la corrente autoprodotta e fatturarla ai conduttori. Quindi restava da affrontare l’interrogativo di come gestire in modo efficiente la fatturazione.

  • La fase di sperimentazione prevede l’approfondimento e il test di soluzioni e supposizioni (ipotesi). Nel caso Ormera si è trattato di un processo tecnico di apprendimento al cui termine si è raggiunta una soluzione digitale radicale: il calcolo automatizzato dal contatore (SmartMeter) fino al conteggio tramite una blockchain.

  • Nel progetto pilota la soluzione viene testata sul mercato procedendo per gradi. Nel caso di Ormera si è utilizzato un Minimum Viable Product (MVP), letteralmente il «prodotto minimo funzionante», installato presso immobili a Berna e Huttwil. Tale prodotto è stato ottimizzato gradualmente sulla base del feedback del mercato e trasformato in un prodotto idoneo ad essere commercializzato.

    Ormera ha superato tutte le fasi del processo di innovazione e così, in soli due anni, si è passati dall’idea originale a una start-up che sta spianando la propria strada sul mercato.

Questo è solo l’inizio

Con Ormera VNTR ha trovato quello che cercava: un caso applicativo concreto per la tecnologia blockchain che risolve un bisogno concreto dei clienti e rappresenta quindi un modello commerciale sul mercato energetico. Nel contempo sarà utilizzata l’infrastruttura blockchain gestita dal gruppo Posta insieme a Swisscom. Ma il caso energia è soltanto l’inizio. «Con questa modalità di conteggio tramite blockchain stiamo acquisendo un notevole know-how, che utilizzeremo in futuro anche in altri modi e su altri mercati», spiega Mathias Strazza.

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