Investimenti e sostenibilità

Investimenti orientati alla sostenibilità

Sostenibilità significa preservare l’ambiente in cui viviamo e le risorse di cui disponiamo per poterne beneficiare sia noi che le generazioni future. PostFinance vi offre la possibilità di investire non solo in base a criteri economici, ma anche tenendo conto dei fattori ESG, che prendono in considerazione l’ambiente (Environment), gli aspetti sociali (Social) e la gestione aziendale responsabile (Governance). Ci sembra normale.

  • «Facciamo passi avanti per il clima e l’ambiente. In linea con gli ambiziosi obiettivi climatici ed energetici del gruppo Posta, ci impegniamo per raggiungere la neutralità climatica all’interno dell’azienda entro il 2030 ed emissioni nette pari a zero a partire dal 2040. A tal fine dobbiamo ridurre sia le nostre emissioni dirette che quelle indirette. Facciamo leva su due aspetti: da una parte vogliamo rendere noto alla nostra clientela l’impatto climatico dei suoi investimenti, dall’altra lavoriamo per garantire che le emissioni consentite siano in linea con gli obiettivi climatici ed energetici. Insieme vogliamo fare in modo che il mondo rimanga vivibile per le generazioni future.» Philipp Merkt, CIO PostFinance

  • Il Consiglio federale ha inserito la sostenibilità tra i pilastri della strategia finanziaria nazionale con l’ambizioso obiettivo di consolidare la posizione della Svizzera come uno dei leader mondiali nel campo della finanza sostenibile. Ma cosa significa investire in modo sostenibile? Gli investimenti sostenibili non sono un semplice prodotto da aggiungere all’offerta, ma rappresentano una vera e propria filosofia d’investimento. Gli investimenti ESG tengono conto delle sfide ecologiche, sociali e di governance dei nostri tempi. Esistono diverse strategie per investire in modo sostenibile.

    Alcuni settori ESG

    Environment (ambiente)

    • Emissioni di CO2
    • Impronta di CO2 di un prodotto
    • Impiego di risorse idriche
    • Impiego di materie prime
    • Utilizzo di riserve di terreni
    • Emissioni nocive
    • Materiale di imballaggio, elettrosmog
    • Sfruttamento delle opportunità legate alle fonti di energia pulite e rinnovabili

    Governance (gestione aziendale responsabile)

    • Gestione improntata alla diversità
    • Remunerazione del management
    • Contabilità
    • Comportamento etico
    • Programmi per la segnalazione interna (whistleblowing), la corruzione, gli accordi e il riciclaggio

    Social (aspetti sociali)

    • Rapporto con il personale
    • Parità di genere, diversità
    • Gestione della salute e sicurezza
    • Catene di fornitura e standard di lavoro
    • Qualità e sicurezza dei prodotti
    • Rischi legati alla demografia e alla salute della società
    • Diritti umani
    • Accesso alla comunicazione
  • L’esigenza di modificare il modo in cui ci rapportiamo con l’ambiente e le persone che ci circondano diventa sempre più impellente. Di seguito riportiamo alcuni noti criteri di sostenibilità che permettono di valutare gli investimenti.

    • Il sistema più noto e diffuso per la valutazione degli investimenti orientati alla sostenibilità è quello legato ai valori ESG, un acronimo che sta per Environment (ambiente), Social (società) e Governance (gestione aziendale responsabile). I fattori ESG costituiscono la base per i diversi approcci d’investimento sostenibili. Con questi rating si cerca di valutare la sostenibilità, ad esempio delle aziende, e di esprimerla mediante un punteggio analizzando i tre ambiti dell’attività economica sostenibile. I valori ESG forniscono quindi indicazioni sul modo in cui un’azienda si assume la propria responsabilità.

      Le agenzie di rating valutano i fattori di sostenibilità degli emittenti sulla base di modelli propri. Vi sono diversi operatori che elaborano rating con valori ESG mettendoli a disposizione di chi investe. In questo contesto occorre tenere presente che ogni agenzia di rating applica i propri criteri, il che può far sì che un emittente venga valutato con un rating diverso a seconda dell’operatore. Queste differenze sono ad esempio dovute alla considerazione dei prodotti fabbricati (alla fine un prodotto è sostenibile oppure no?), delle catene di fornitura (si tiene conto dell’intera catena o solo dell’effettivo processo di produzione?) o alla diversa definizione e ponderazione dei singoli aspetti legati alla sostenibilità.

      La seguente figura mostra lo schema su cui può basarsi un rating con valori ESG.

      Questa figura mostra lo schema su cui potrebbe basarsi un rating con valori ESG.
      Fonte: Staub-Bisang/Stüttgen/Mattmann (2022)
    • Gli SDG sono 17 obiettivi da realizzare entro il 2030, formulati dalle Nazioni Unite allo scopo di fungere da catalizzatore per uno sviluppo sostenibile. Coprono un’ampia gamma di temi inerenti alla sostenibilità, dall’eliminazione della fame nel mondo alla lotta per contrastare il cambiamento climatico, fino alla promozione di abitudini di consumo più consapevoli e una concezione urbanistica più sostenibile. 

      Il link si apre in una nuova finestra Maggiori informazioni sugli SDG sono disponibili su www.globalgoals.org.

    • Il principale obiettivo dell’Accordo di Parigi consiste nel rafforzare la responsabilità globale rispetto alla minaccia rappresentata dal cambiamento climatico, affinché l’aumento mondiale della temperatura nel secolo attuale si mantenga ben al di sotto dei 2 °C rispetto all’epoca preindustriale. Inoltre, la convenzione mira a massimizzare gli sforzi per contenere tale aumento a 1,5 °C. Per gli investimenti in prodotti che sono in linea con l’Accordo di Parigi è possibile misurare l’impronta di CO₂ e confrontarla con gli obiettivi dell’Accordo.

      Il link si apre in una nuova finestra Maggiori informazioni sull’Accordo di Parigi sono disponibili su www.un.org.

    • La Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) è un regolamento europeo introdotto per migliorare la trasparenza di mercato dei prodotti d’investimento sostenibili, prevenire il greenwashing e aumentare la trasparenza dei requisiti di sostenibilità degli attori dei mercati finanziari.

      Si individuano tre categorie.

      • Articolo 8: i fondi conformi all’art. 8 della SFDR sono comunemente detti «fondi verde chiaro» e sono obbligati a dichiarare se investono in parte in investimenti sostenibili. In linea di principio, tali investimenti dovrebbero contribuire a promuovere aspetti ecologici e sociali.
      • Articolo 9: i fondi conformi all’art. 9 della SFDR, detti anche prodotti «verde scuro», hanno requisiti più severi e in linea di massima prevedono solamente «investimenti sostenibili». Tali prodotti hanno un obiettivo legato alla sostenibilità che è misurabile e che va obbligatoriamente dichiarato in modo chiaro.
      • I fondi che non sono classificati secondo l’art. 8 o 9 rientrano nell’art. 6 della SFDR.

      Le disposizioni della SFDR si applicano a tutti i prodotti soggetti al diritto dell’Unione europea, ma non sono vincolanti per i fondi domiciliati in Svizzera.

      Il link si apre in una nuova finestra Maggiori informazioni sulla Sustainable Finance Disclosure Regulation sono disponibili su www.eurosif.org.

  • Le possibilità d’investimento che si pongono obiettivi di sostenibilità possono avere composizioni molto diverse tra loro. Ecco una panoramica dei vari approcci e delle diverse strategie.

    • Nel caso dell’esclusione (anche detta selezione negativa o esclusione basata su norme o valori) si escludono intenzionalmente da un portafoglio gli investimenti in determinati paesi, aziende o emittenti. I criteri di esclusione possono riguardare diversi aspetti, come le categorie di prodotti, le attività o le pratiche commerciali. Le esclusioni possono essere suddivise in due gruppi principali:

      • Esclusioni incondizionate di prodotti o attività commerciali che entrano in conflitto con i valori di investitrici e investitori (ad es. produzione di armi) oppure comportano rischi eccessivi per i fattori ESG (ad es. estrazione di carbone); sono anche dette esclusioni basate sui valori. 
      • Esclusioni condizionate di aziende a causa delle loro pratiche commerciali negative, quali violazioni di determinate norme, prescrizioni o determinati standard ESG globali (ad es. violazioni sistematiche dei diritti umani); spesso sono anche dette esclusioni basate sulle norme.

      Nota:
      esistono diversi tipi di criteri di esclusione, ai quali può essere attribuito un peso molto diverso in base agli obiettivi e alle preferenze di chi investe. Se tuttavia un’attività è vietata dalle leggi e dalle direttive vigenti, la sua esclusione non può essere utilizzata in modo plausibile come criterio di esclusione per un prodotto ESG. Ad esempio, in Svizzera la Legge federale sul materiale bellico vieta il finanziamento di armi controverse. Pertanto, per gli investimenti che escludono unicamente i produttori o le aziende produttrici di tali tipi di armi non si dovrebbe ricorrere all’approccio sostenibile dell’esclusione. In ogni caso rimane opportuno informare chi investe in merito all’applicazione di tale criterio.

    • Nella selezione positiva, gli investimenti devono soddisfare determinati criteri minimi di sostenibilità vincolanti per poter essere presi in considerazione per l’attività d’investimento. Tali criteri minimi possono essere ad esempio stabiliti sulla base di rating o di altri indici di sostenibilità.

      Nell’esempio seguente, per la selezione positiva viene definito un determinato rating minimo ESG pari a BBB (su una scala da AAA a CCC). Le aziende che non soddisfano questo criterio sono escluse dall’universo d’investimento del rispettivo fondo.

      Nella selezione positiva gli investimenti devono soddisfare determinati criteri minimi di sostenibilità vincolanti per poter essere potenzialmente presi in considerazione per l’attività d’investimento. Nella seguente immagine esemplificativa, per la selezione positiva viene definito un rating minimo ESG pari a BBB (su una scala da AAA a CCC). Le aziende che non soddisfano questo criterio sono escluse dall’universo d’investimento del rispettivo fondo.
      Fonte: Staub-Bisang/Stüttgen/Mattmann (2022)
    • Con l’approccio «best in class» vengono presi in considerazione gli investimenti classificati come particolarmente sostenibili dal punto di vista della performance ambientale, sociale e di governance (ESG) all’interno della propria categoria o del proprio settore o gruppo di riferimento. Si può investire in tutti gli emittenti che vantano un rating superiore a un valore soglia predefinito, determinato secondo modalità variabili. Può trattarsi anche di settori i cui prodotti o metodi di produzione non sono considerati di per sé sostenibili, ma nei quali vengono prese in considerazione aziende leader nell’ambito della sostenibilità. Per questo motivo, i portafogli di numerosi fondi sostenibili comprendono imprese di settori che non ci si aspetterebbe di trovare, ad esempio aziende dell’industria chimica, automobilistica e petrolifera.

      La figura seguente mostra un esempio del modo in cui vengono prese in considerazione le aziende più sostenibili per ogni settore. A differenza della selezione positiva, in questo esempio dell’approccio best in class le aziende energetiche sono parte del portafoglio.

      Con l’approccio best in class vengono presi in considerazione gli investimenti classificati come particolarmente sostenibili dal punto di vista della performance ambientale, sociale e di governance (ESG) all’interno del gruppo di riferimento del proprio settore o della propria categoria. A differenza della selezione positiva, in questo esempio dell’approccio best in class le aziende energetiche sono parte del portafoglio.
      Fonte: Staub-Bisang/Stüttgen/Mattmann (2022)
    • L’integrazione ESG consiste nell’inclusione diretta di opportunità e rischi ESG nell’analisi finanziaria tradizionale, tenendo conto di criteri ESG nelle decisioni d’investimento attraverso un processo sistematico e fonti di ricerca adeguate. Un investimento deve quindi soddisfare non solo criteri legati alle finanze, alla liquidità e al modello di business, ma anche determinati criteri di sostenibilità.

    • Gli investimenti tematici sostenibili vengono effettuati in aziende o paesi che contribuiscono all’attuazione di soluzioni sostenibili in ambito sia ecologico che sociale. Nel segmento ambientale tali investimenti riguardano ad esempio le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, le tecnologie pulite, l’infrastruttura di trasporto a basse emissioni di carbonio, la depurazione dell’acqua e l’efficienza delle risorse. In ambito sociale ci si concentra su temi quali l’istruzione, i sistemi sanitari, la lotta contro la povertà o lo sviluppo di soluzioni per affrontare l’invecchiamento della società.

    • Gli investimenti d’impatto puntano, oltre che al rendimento finanziario, anche a ottenere un effetto positivo misurabile sugli sviluppi ecologici e sociali che deve essere dimostrato in maniera trasparente.

    • Engagement (azionariato attivo)

      Con questo approccio chi investe mira a influenzare un’azienda esercitando i diritti acquisiti in qualità di azionista, con l’obiettivo di convincere il management a tenere conto di criteri ambientali, sociali e di governance. Tale dialogo comprende ad esempio la comunicazione con la direzione e il Consiglio di amministrazione delle aziende così come la presentazione o co-presentazione di mozioni da parte di azioniste e azionisti. Un engagement fruttuoso può portare a modificare la strategia e i processi di un’azienda allo scopo di migliorare la performance ESG e ridurre i rischi ESG. L’engagement può concretizzarsi sotto forma di interazioni dirette tra un’investitrice o un investitore e un’azienda partecipata oppure sotto forma di engagement collaborativo, con cui più investitrici e investitori si uniscono per portare avanti un dialogo comune.

      Esercizio del diritto di voto

      Tale espressione si riferisce all’esercizio attivo dei diritti di voto da parte di chi investe, sulla base dei principi ESG, per manifestare le proprie preoccupazioni in merito a questioni ambientali, sociali e di governance.

  • Ogni investimento deve avere un obiettivo: può darsi che intendiate aumentare il valore del vostro investimento o preservare il patrimonio per la prossima generazione, o magari desiderate far sì che i vostri investimenti siano in linea con i vostri valori. Qualunque sia il vostro intento, gli investimenti orientati alla sostenibilità possono rappresentare una soluzione. Per prima cosa, chi investe deve rispondere ad alcune domande importanti.

    Chiarire il profilo investitore / di rischio

    • Obiettivi d’investimento: stabilire l’orizzonte temporale, la capacità di rischio e la propensione al rischio, lo scopo dell’investimento e le limitazioni dell’investimento
    • Tenere in considerazione le conoscenze e le esperienze
    • Definire le condizioni finanziarie

    Dal profilo investitore / di rischio si ricavano la strategia d’investimento personale (dal rendimento da interessi al guadagno di capitale) e i valori individuali (ad es. attenzione ai prodotti sostenibili) di chi investe.

    Il triangolo magico dell’investimento patrimoniale integrato con criteri legati alla sostenibilità

    Il triangolo magico dell’investimento finanziario definisce gli obiettivi che dovrebbero essere tenuti in considerazione in un investimento patrimoniale, ossia rendimento, disponibilità (liquidità) e sicurezza. Gli investimenti sostenibili integrano tale prospettiva prettamente economica con aspetti ecologici e sociali. Tali fattori di valutazione supplementari prendono il nome di criteri ESG, acronimo che sta per Environment (ambiente), Social (aspetti sociali) e Governance (buona gestione aziendale).

    Il triangolo magico dell’investimento finanziario definisce gli obiettivi di rendimento, disponibilità (liquidità) e sicurezza da tenere in considerazione in un investimento patrimoniale. Gli investimenti sostenibili integrano tale prospettiva prettamente economica con aspetti ecologici e sociali.

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