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Creato il 04.10.2018

Cosa sono i derivati?

I derivati sono un po’ come la teoria della relatività: tutti ne hanno sentito parlare almeno una volta, ma solo pochi sanno in concreto di che cosa si tratta. I derivati sono comunque molto meno complessi del famoso principio di Einstein. Panoramica delle informazioni principali.

Cosa sono i derivati?

Un derivato è uno strumento finanziario. Funziona come un contratto tra due parti che stabilisce che un determinato sottostante, in un momento specifico, può o deve essere comprato a un prezzo precedentemente concordato. Un sottostante può essere, ad esempio, un’azione o una materia prima. Il contratto può essere stipulato anche per diversi sottostanti. Con un derivato si acquisisce quindi l’opzione di scommettere sul rialzo o sul ribasso del prezzo del sottostante.

Facciamo un esempio: Pietro è convinto che il prossimo autunno la quotazione dell’oro crescerà. Anna, invece, pensa che nello stesso periodo si avrà un calo della quotazione. Quindi Pietro compra il diritto di potere acquistare da Anna, il 3 settembre, 1 kg d’oro per CHF 40’000.– anche se 1 kg d’oro valesse, ad esempio, CHF 50’000.–. Per questo diritto Pietro paga un premio ad Anna. È prerogativa di Pietro decidere, a settembre, se usufruire dell’opzione o lasciarla decadere.

A cosa servono i derivati?

Originariamente i derivati erano stati pensati per consentire ai contadini di assicurare in anticipo i propri raccolti. Ad esempio un contadino a gennaio poteva obbligare un commerciante ad acquistare a ottobre il suo raccolto di 2 t di patate per il prezzo concordato di CHF 1’000.– anche se poi il raccolto sarebbe valso, magari, solo CHF 800.–. Questo tipo di operazioni a termine esiste già dal 1750 d.C.

Questa idea di base è rimasta sostanzialmente invariata, anche se nel frattempo il concetto su cui si fonda si è notevolmente affinato. L’utilizzo ovvio è sempre a fini di garanzia. Gli investitori utilizzano i derivati per tutelarsi dalle oscillazioni dei prezzi di determinati sottostanti.

L’altra possibile finalità è la speculazione. Gli investitori speculano sui futuri andamenti dei prezzi dei sottostanti senza acquistare o vendere direttamente il sottostante. Mediante i derivati puntano sull’eventualità che un determinato sottostante, in un determinato periodo di tempo, si sviluppi in una determinata direzione. Per mezzo dei cosiddetti «prodotti leva» gli investitori, ad esempio, possono sfruttare ampiamente oscillazioni minime dei corsi già con piccole somme investite.

Esistono diversi derivati?

I derivati si suddividono in tre categorie: operazioni a termine su divise, opzioni e swap.

  • Operazioni a termine su divise: in questo caso entrambe le parti si impegnano a tener fede all’accordo sottoscritto. Tornando all'esempio di Anna e Pietro, il 3 settembre Pietro dovrebbe comprare il chilogrammo d’oro per CHF 40’000.– anche se il prezzo dell’oro fosse, ad esempio,  CHF 35’000.– al chilo. Queste operazioni a termine su divise incondizionate si chiamano futures se vengono effettuate in borsa. Se invece non vengono gestite tramite la borsa si chiamano forward.
  • Opzioni: in questo caso l’acquirente compra il diritto di acquistare sottostanti (opzione call) o di venderli (opzione put), come illustrato nel primo esempio di Anna e Pietro. L’acquirente può scegliere se esercitare effettivamente questo diritto o meno. Diverso è il caso del venditore dell’opzione: il venditore è obbligato a consegnare obbligatoriamente il sottostante se l’acquirente lo richiede. Si tratta quindi di un’opzione unilaterale, per la quale il venditore viene risarcito con un premio.
  • Swap: mentre le operazioni a termine su divise e le opzioni possono riferirsi ai sottostanti più diversi, gli swap si basano sui flussi di pagamento. Gli swap sono quindi una sorta di operazioni a termine su crediti, valute straniere, interessi e flussi di pagamento analoghi. Come si desume dal termine swap (parola inglese che significa «scambio»), con gli swap si scambiano crediti o debiti. Uno swap può essere, ad esempio, lo scambio regolare di un tasso d'interesse fisso, ad es. l’1%, e di un tasso d’interesse variabile, ad es. LIBOR a tre mesi.

Quando i derivati fanno per me?

Oggigiorno i derivati sono perlopiù molto lontani dal contadino che voleva assicurare l’acquisto del suo raccolto a un prezzo concordato in precedenza. I prodotti finanziari derivati sono diventati più complessi e sfaccettati. È abbastanza difficile, per i non addetti ai lavori e i principianti, farsi un’idea completa dell’offerta. I derivati nascondono sempre rischi che i titoli classici non presentano. Per questo motivo dovreste investire in questo ambito soltanto se disponete di un’ottima conoscenza dei relativi prodotti e dei meccanismi dei vari derivati.

Consiglio di lettura: trovate informazioni dettagliate in merito nel volantino «Il link si apre in una nuova finestra Rischi particolari nel commercio di valori mobiliari» di SwissBanking.

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