Retrospettiva Swiss WCM Summit 2019

Lo Swiss WCM Summit 2019 tenutosi a Zurigo il 18 settembre ha reso noti tendenze e fatti sul Working Capital Management (WCM) nelle aziende svizzere e ha dato ai partecipanti la possibilità esclusiva di dare uno sguardo alla pratica WCM di altre aziende. Un altro momento saliente è stata la presentazione dell’ex presidente della BCE Jean-Claude Trichet. Di seguito i temi trattati.

Come Emmi gestisce il WCM

Durante il suo intervento, Fabian Egger, responsabile Finanze di Emmi Schweiz, ha spiegato come la più grande azienda lattiero-casearia svizzera riesce a crescere attraverso il WCM. In Emmi un importante strumento per la buona riuscita del WCM è il ciclo WCM che comprende elementi quali analisi del potenziale, reporting, definizione degli obiettivi e consolidamento e che viene continuamente riconsiderato. «Il WCM non è un progetto con un inizio e una fine, ma un lavoro continuo», ha spiegato.

Quali sviluppi si delineano nell’ambito del WCM

A cosa devono prepararsi le aziende svizzere che adottano il WCM? Nel suo intervento, Erik Herlyn, Senior Consultant Working Capital Management presso PostFinance, ha illustrato le sette tendenze principali, che spaziano dal persistente livello basso dei tassi all’elevato rischio commerciale e di credito fino alle soluzioni WCM basate sui dati e alla cooperazione consolidata tra banche e imprese fintech. 

Cosa bolle in pentola nell’ambito del WCM

Le aziende svizzere nascondono un enorme potenziale di ottimizzazione del WCM rispetto agli altri paesi europei: questo e altri interessanti dati di fatto sono emersi per la prima volta dallo studio WCM 2019 fresco di stampa presentato dal Prof. dr. Erik Hofmann, direttore dell’Institute of Supply Chain Management dell’Università di San Gallo, durante l’evento specialistico ospitato dalla città di Zurigo. Hofmann ha inoltre spiegato che negli ultimi tre anni il fabbisogno di capitale circolante è aumentato in molte aziende e che gli esperti intervistati reputano relativamente alto il potenziale della Supply Chain Finance su larga scala. 

Cosa sta accadendo/è accaduto nella zona euro

Spunto di discussioni particolarmente accese durante le pause è stata la conclusione dello studio WCM 2018 secondo cui il principio WCM «less is more» non è universale. «La nostra analisi sulle aziende SPI dimostra che la performance aziendale diminuisce in caso di working capital sia troppo elevato, sia troppo basso. Esiste quindi un livello ottimale di capitale circolante orientato agli obiettivi strategici dell’azienda che deve tenere conto anche della Supply Chain», ha spiegato il responsabile dell’SCF-Lab, Erik Hoffmann. Le aziende devono pertanto definire un livello individuale di capitale circolante, ad esempio con il sostegno di una consulenza WCM esterna.

Perché Kühne + Nagel si è aggiudicata lo Swiss WCM Award 2019

Il summit si è ufficialmente concluso con il conferimento dello Swiss WCM Award 2019. La giuria composta da personalità di spicco e presieduta dal Prof. dr. Wolfgang Stölzle, direttore dell’Institute of Supply Chain e professore ordinario dell’Università di San Gallo, ha decretato vincitrice la società Kühne + Nagel ponendo quest’anno l’accento sulla performance excellence. Il colosso attivo nell’ambito dei servizi logistici si è distinto per la sua soluzione integrata che combina il processo di ordinazione e la fatturazione elettronica con un programma Supply Chain Finance e velocizza il pagamento dei fornitori. I finalisti che assieme a Kühne + Nagel si sono contesi l’ambito riconoscimento sono il gruppo Bosch e 4PL Central Station Group.